VALUTAZIONE DELLA CICATRICE 3

LAPAROCELE-960X480-2021

a cura del dott. D’Oria Gabriele

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Nell’esame obiettivo ispettivo il colore più o meno intenso (dal rosa al rosso) indica un grado di vascolarizzazione tissutale utile al recupero di elasticità della cicatrice.

Nelle cicatrici in via di consolidazione la sensazione di prurito indica il continuo apporto vascolare di ripristino tissutale. In una cicatrice chirurgica non laparoscopica, è utile la manovra di vansalva (MV) per verificare la tenuta del tessuto nel nuovo tessuto.

La MV consiste in un’inspirazione relativamente profonda seguita da un’espirazione forzata a glottide chiusa della durata di circa 10 secondi. Osserviamo quindi se c’è una erniazione del tessuto post chirurgico che viene chiamata laparocele.

VEDIAMO IL LAPAROCELE

Il laparocele è una protrusione del viscere sottostante attraverso la parete riparata da intervento chirurgico. Ricordo che in medicina manuale, dopo aver eseguito un esame clinico della cicatrice e constatato il possibile trattamento, è opportuno il lavoro di scollamento, dopo la fase di cicatrizzazione e consolidazione tissutale post rimozione chirurgica dei punti di sutura.

Questo trattamento è utile per evitare aderenze e trazioni fasciali che possono arrecare problemi locali e a distanza.

Oltre all’imprescindibile valutazione medica post rimozione dei punti di sutura, i test posturali (test di Autet, valutazione posturale pre e post trattamento della cicatrice patologica), test chinesiologici (alterazione di forza nei distretti muscolari testati pre e post inibizione cicatriziale e test vascolari locali o cardiaci) sono utili per avere ulteriori informazioni sullo stato funzionale della cicatrice in relazione al sistema tonico-posturale.

Il trattamento manuale prende in considerazione la necessità di vascolarizzazione, mobilizzazione tissutale locale, a distanza e a livello fasciale globale. A domicilio si utilizzano creme di connettivina, olio di oliva o altri prodotti per incrementare la vascolarizzazione locale e rilassare il tessuto cicatriziale.

Si può utilizzare anche il kinesiotaping con lo scopo detensivo muscolo-fasciale, drenante e di mobilizzazione tissutale.

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