UN MARSHMALLOW CHE PARLA DI SUCCESSO ED AUTOCONTROLLO?

Negli anni 70 un famoso psicologo, Walter Mischel, inventò un esperimento utilizzato per saggiare l’autocontrollo nei bambini. Questo protocollo venne poi ripreso da Goleman, studioso dell’intelligenza emotiva, per valutare la presenza di una connessione tra i suoi esiti ed i risultati di un test da lui costruito per misurare il livello di intelligenza emotiva delle persone.

Goleman si chiese, i bambini con maggior autocontrollo, saranno quelli che mostreranno livelli maggiori di intelligenza emotiva?

Facciamo un breve passo indietro.

Questo autore ipotizzò che il successo ed il benessere personale dipendano molto dalla capacità di riconoscere le proprie emozioni e di saperle gestire: anche queste possono essere definite abilità connesse all’intelligenza, alla capacitá di adattarsi al meglio e relazionarsi con l’ambiente esterno.

Golem negli anni ‘90 coniò il termine “intelligenza emotiva”, basandosi su un lavoro di Mayer. Egli sostenne che la comprensione ed il controllo delle nostre emozioni sarebbero una chiave importantissima per la salute ed il successo.

Le quattro componenti dell’intelligenza emotiva sarebbero:

  • capacità di riconoscere le emozioni altrui (empatia) ed attribuire loro un significato specifico in funzione dei diversi contesti, anticipando possibili minacce implicate.
  • di riconoscere le proprie emozioni, anticiparle, traendo da queste importanti informazioni su di noi o sulla situazione che ci circonda, aiutando il processo decisionale e motivazionale.
  • saper modulare le proprie emozioni dando loro il giusto significato, capire il “perché ci sentiamo in un certo modo”.
  • saper modulare e regolare le emozioni nel modo più appropriato al contesto ed al loro significato, senza sfociare in un iper controllo delle stesse.

Tali abilità appaiono importanti in moltissimi ambiti della nostra vita quotidiana (scuola, lavoro, contesto relazionale, riflessività e riconoscimento di sé…).

Per cercare dati a sostegno della sua teoria Goleman utilizzò proprio l’esperimento di Walter Mischel, il “test del marshmallow“, incentrato sulla capacità di controllo emotivo.

Nell’esperimento, ad alcuni bambini, veniva mostrato un marshmallow e veniva presentata loro una scelta. Mangiarlo subito o aspettare per riceverne due successivamente, dopo 15 minuti di attesa?

I partecipanti che riuscivano a controllare il desiderio di mangiare subito il dolcetto potevano ottenerne due, dimostrandosi capaci di ottenere maggior vantaggi per sé.

Nelle repliche che Goleman produsse riuscì ad evidenziare una connessione positiva tra una più alta capacità di controllo emotivo (rinuncia del singolo dolcetto per ottenerne due successivamente) e migliori successi scolastici e lavorativi negli anni successivi per i bambini coinvolti.

Tuttavia non è corretto considerare l’impulsività come una caratteristica di per sé critica: spesso spinge ad assumere più rischi e può supportare la realizzazione di obiettivi ambiziosi. L’equilibrio tra autocontrollo ed impulsività, tra conservazione e cambiamento sembra essere la ricetta più funzionale.

Attenzione! anche le persone più impulsive possono modificare progressivamente il proprio modo di affrontare le sfide che la vita gli pone davanti: infatti l’autocontrollo dell’infanzia non correlato in modo univoco alla padronanza di sé dell’età adulta. Si tratta di imparare a “dosare” questi aspetti di sé a fronte delle richieste dell’ambiente e dei propri obiettivi personali.

Dott.ssa Francesca Turco.

Sito: https://www.francescaturco.eu/

Pagina Facebook: Francesca Turco – Psicologa e Mediatrice

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