Articolo del collega dott. Gabriele D’oria. Come si comporta la schiera medica nei casi in cui il paziente é fortemente aggravato da politrauma? Me lo sono domandato pure io, quindi vediamolo assieme.

Il caso in questione ha subito una frattura del perone, sfondamento del piatto tibiale e frattura bipartita della rotula.


Gli interventi chirurgici effettuati sono stati:
– riduzione e sintesi della rotula con tirante metallico,
– riduzione e osteosintesi del piatto tibiale con placca e viti in titanio.
La paziente è sotto controllo eparinico e FANS (al bisogno), esegue controlli ospedalieri per la pulizia e la rigenerazione tissutale della ferita. Utilizza le stampelle ortopediche e un tutore sbloccato a 120 gradi per 40 giorni. Il carico in questa fase non è concesso, nella fattispecie in relazione alla rigenerazione ossea del piatto tibiale e per l’alto rischio di rottura delle viti che si pongono ortogonalmente al vettore di carico.
Elettiva è la fisioterapia per la mobilizzazione passiva precoce, il recupero del ROM (Range Of Motion) in flesso-estensione, il rinforzo muscolare della coscia e della gamba, la mobilità attiva podalica. Inoltre si utilizza la fisioterapia strumentale di supporto per ridurre l’edema e accelerare i processi osteoriparativi.
Nella successiva fase riabilitativa, previa visita medica specialistica e diagnostica strumentale per il controllo dei mezzi di sintesi e di crescita ossea, ci sarà una graduale concessione del carico, la rieducazione al passo, il continuo recupero dell’articolarità e del tonotrofismo muscolare.

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