Chi nasce timido o coraggioso rimarrà tale per tutta la vita. Sembrerà strano ma l’evoluzione e l’adattabilità al mondo in cui viviamo non ha portato cambiamenti a questa emozione.

Il tutto nasce dall’amigdala, cioè una piccola parte del sistema limbico che controlla le emozioni. Le emozioni sappiamo che seguono le impronte lasciate nella memoria, quindi gli psicoterapeuti sanno come eventualmente dividere un evento impresso nella memoria dall’emozione che la circonda.

I ricercatori statunitensi hanno voluto sperimentale a livello elettroencefalico l’attività dell’amigdala nel presentare volti conosciuti e sconosciuti. I risultati venivano comparati con un “libro storico” per identificare il momento esatto (per l’esattezza l’anno di incidenza) dove il trauma o l’esperienza negativa faceva diventare il soggetto timido.

I più famosi Lincoln, Beethoven, Washington, Rousseau, Einstein e Churchill sono tra i personaggi più timidi nella storia; eppure esternamente dovevano rappresentare chissà quale figura autoritaria o storicamente importante.

COME SI DISTINGUE UNA PERSONA TIMIDA ?

La timidezza è un tratto della personalità che caratterizza in varia misura il comportamento di un individuo improntato a esitazione, ritrosia, impaccio e pudore superiori a quanto manifestano in analoga situazione altri soggetti, ovvero a una minor socievolezza. Ai suoi livelli massimi si può manifestare come fobia sociale, con veri e propri attacchi di panico dovuti al profondo senso di inadeguatezza nei rapporti sociali e al sentire gli altri come delle possibili minacce.

La timidezza non va tuttavia considerata una patologia, ma un aspetto normale della personalità, che riguarda la maggior parte delle persone, in tutti i Paesi del mondo. Secondo le statistiche, in Giappone ben il 60% delle persone si dichiarano timide, negli Stati Uniti il 40% e in Israele solo il 27%. Ciò potrebbe dipendere dal fatto che la culturagiapponese impone rapporti molto rispettosi e formali con il prossimo, e in Giappone è considerata una vergogna sbagliare, mentre in Israele si insegna a puntare al successo e che sbagliare non è una vergogna.

COSA SI FA REALMENTE ?

Combattere la timidezza non é assolutamente necessario e diventa forse una cosa stupida, in quanto é facente parte del corredo cromosomico personale. Cercare invece di controllarla é molto più semplice e proficuo. Possiamo così attivare 7 consigli :

  1. guardarsi allo specchio senza arrossire
  2. nel relazionarsi con qualcuno che ci piace distrarre gli occhi dallo sguardo altrui
  3. osservare un particolare “brutto” dell’altro che ti faccia cambiare idea
  4. pensare di aver di fronte qualcuno ancora più timido
  5. essere buoni ma non essere stupidi, quindi non nascondersi dietro la maschera della timidezza per non essere trattati da stupidi
  6. osserva il comportamento delle altre persone che secondo te possono essere timide e impara gli atteggiamenti.
  7. quello che tu nascondi con la timidezza ricorda che non é diverso da quello che hanno le altre persone.

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