a cura di Marco Grillenzoni (oggi mi sento chinesiologo)

Quando si parla di calisthenics si fa riferimento una disciplina “povera”, basata su forza muscolare che trae origine dai movimenti di base (strisciare, arrampicarsi, saltare, correre, ecc…) evoluti in un’attività dispendiosa e dall’alto coefficiente di difficoltà.

È infatti una ginnastica che prevede un miglioramento crescente sia a livello muscolare che fisico ma che prevede una serie di “tappe” intermedie, fra cui anche esercizi di palestra, i quali, pur non essendo numerosissimi, devono essere svolti con tecnica precisa e sopraffina (es: piegamenti e trazioni).

L’origine dello stile di allenamento è antichissimo: già nell’antica Grecia, infatti, si preparavano i soldati con metodologie basate sul corpo libero. La stessa parola deriva dal greco “kalos” (bellezza) e sthenos (forza). in maniera moderna, è stata introdotta l’applicazione alla sbarra della ginnastica artistica.

UN PO’ DI STORIA

Negli anni 2000, in America, un movimento sociale “underground”, i Bartedanz, presentò al mondo il calisthenics, il quale rientra, a tutti gli effetti, nel genere degli “street workout”. La diffusione fu a macchia d’olio sul territorio americano, per poi spopolare nell’europa dell’est e in seguito in tutte le altre nazioni.

Oltre che essere visibilmente piacevole da ammirare, può essere considerata una disciplina formativa a livello muscolare. È, infatti, facile notare  i cambiamenti anatomici che si verificano su uno stesso soggetto nel corso degli anni.

Con ottime probabilità, questa sarà una disciplina che nel tempo prenderà sempre più vigore, al contrario di altre che invece han avuto un loro periodo boom per poi essere sostituite da altre a seconda della moda e del marketing del momento.

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