a cura del dott Toselli David (oggi solo piccolo scienziato pazzo)

Articolo aggiunto in https://www.osteomagazine.it/articoli-2020

Lo sport agisce sui sistemi metabolici dell’organismo e oggi ci sono dimostrazioni scientifiche del fatto che la pratica sportiva fa bene alla salute.

Lo dicono anche i risultati degli studi epidemiologici che, almeno per alcuni tipi di tumore, mostrano un forte legame tra il cancro e la mancanza di esercizio fisico.

Muoversi aiuta a restare in forma, a mantenere giovane l’apparato muscolo-scheletrico e circolatorio e a perdere peso.

La domanda quindi sorge spontanea: che tipo di attività fisica ?

Innanzitutto è bene distinguere tra due tipi:

  • Quella aerobica(che si attiva dopo circa 3-4 minuti di sforzo intenso e si stabilizza dopo 20), in cui il tessuto muscolare utilizza ossigeno per sintetizzare l’ATP, la molecola che fornisce energia al processo
  • quella anaerobica, in cui la sintesi di ATP avviene in assenza di ossigeno.

L’esercizio anaerobico è meno efficace in termini di prevenzione delle malattie, in particolare di quelle cardiovascolari.

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LA COSTANZA…

L’attività aerobica regolare aiuta invece a ridurre l’indice di massa corporea e quindi, in modo indiretto, a prevenire i tumori legati al sovrappeso e all’obesità. L’aumento del flusso di sangue ossigena i tessuti, facilitando anche l’arrivo di sostanze antinfiammatorie (l’infiammazione, specie se cronica, favorisce la comparsa di mutazioni nelle cellule e di conseguenza la trasformazione del tessuto sano in tumorale) e l’eliminazione delle sostanze tossiche accumulate.

Muoversi accelera il transito intestinale; più lungo è il tempo in cui le sostanze di scarto dell’alimentazione rimangono in contatto con le mucose di stomaco e intestino e più alto è il rischio che eventuali composti tossici o mutageni danneggino le cellule.

L’accelerazione del tempo di transito del cibo nell’apparato gastroenterico è considerata una delle principali ragioni per cui il movimento previene il cancro del colon.

Una pratica sportiva costante e moderatamente intensa riduce, invece, la concentrazione di alcuni ormoni (trai quali gli estrogeni) a cui sono sensibili tumori come quelli dell’utero, del seno e della prostata. Inoltre lo sport aumenta la sensibilità dei tessuti all’insulina e ne diminuisce il rilascio nel sangue, favorendo l’utilizzo immediato degli zuccheri.

L’insulina, pur essendo un ormone essenziale per l’organismo, se troppo elevata nel circolo sanguigno stimola in modo eccessivo l’infiammazione e facilita la crescita dei tumori. È proprio per questo che, quando si parla di prevenzione con l’alimentazione, si suggerisce sempre il consumo di alimenti a basso indice glicemico, cioè quelli che aumentano lentamente il livello di insulina nel sangue.

Infine l’attività fisica stimola il sistema immunitario, regolando il numero e l’attività di alcune cellule essenziali, fra cui i macrofagi e i linfociti natural killer.

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UN PO’ DI SPECIFICHE….

Il cortisolo e le catecolamine, insieme al GH, promuovono la conversione dei trigliceridi in acidi grassi e glicerolo. Il glucagone, le catecolamine e il cortisolo mobilizzano il glicogeno epatico e aumentano i livelli plasmatici di glucosio. Nonostante durante l’esercizio aumentino i livelli plasmatici di glucosio, la secrezione di insulina diminuisce.

Questa situazione paradossale , in cui a livelli di glucosio ematico più alti corrispondono livelli di insulina più bassi, è giustificata dal fatto che il muscolo scheletrico durante l’allenamento può captare glucosio in una maniera insulino indipendente. Inoltre gli effetti dell’esercizio non si manifestano solo durante l’attività contrattile vera e propria, ma perdurano almeno per alcune ore dopo l’esercizio.

Parallelamente ad un aumentato consumo di ossigeno, nel muscolo scheletrico viene incrementata anche la densità del numero di capillari; ciò provoca un prolungamento del tempo di transito del sangue con conseguente miglioramento dello scambio di substrati, metaboliti e gas fra sangue e tessuto.

Gli enzimi aerobici sono dei catalizzatori biologici localizzati all’interno dei mitocondri e hanno la funzione di provvedere al rifornimento di ATP tramite l’ossidazione di zuccheri e lipidi.

In relazione al tipo di allenamento si determinano anche significativi aumenti degli enzimi mitocondriali.

L’allenamento alla resistenza provoca nel soggetto una maggiore tolleranza allo sforzo dovuta ad un più tardivo intervento del meccanismo energetico lattacido a parità di carico lavorativo, oppure allo stesso tasso di accumulo di acido lattico per intensità lavorative più elevate.

CHE MESSAGGIO VORREI LASCIARTI…

La giusta dose di attività fisica abbinata ad una sana e corretta alimentazione migliorano il nostro stato di salute !!!

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