a cura del dott. Toselli David avatar dott. Toselli David (osteopatia, fisioterapista, chinesiologo, iridologo, terapista diastasi addominale)

Sono rimasto meravigliato da quanti problemi i nostri piccoli possono avere nel primo decennio di vita.

E tra le diverse disfunzioni oggi volevo raccontarvi della sindrome dell’intestino corto.

Vuoi saperne di più? eccoti qualche informazioni…

Tale sindrome ha incidenza massima dello 0,4 % su un campione di 100.000 neonati. A tali soggetti può essere diagnosticata sia la forma SHORT (breve accorciamento intestinale), sia la forma SUPER SHORT (dove l’intestino a fatica raggiunge i 20 cm di lunghezza.

La fisiopatologia intestinale, ovvero quella branca che aiuta a capire come si sviluppano queste patologie, é in dubbio tra le malformazioni congenite o le patologie acquisite. In alcuni casi gravi tali origini possono perfino coincidere.

La gestione dei pazienti con intestino corto è complessa e necessita di una presa in carico da parte di un team multidisciplinare specializzato nella riabilitazione intestinale (chirurgo, gastroenterologo, dietologo, farmacista, infermiere dedicato, osteopata).

Effetti schematici dello sviluppo anomalo dell’intestino tenue e crasso nelle diverse sindromi dell’intestino accorciato.

Conseguenza diretta della perdita massiva di intestino tenue è l’assorbimento inefficace dei nutrienti che causa malnutrizione, disidratazione e carenza di elettroliti. Se il nostro sistema digerente non riesce a favorire il riassorbimento dei nutrienti perde progressivamente vitalità.

L’intestino tenue, in particolare nell’infanzia, va incontro a un lento processo di riadattamento: a livello microscopico le cripte (insenature intestinali) si approfondiscono e i villi (cellule interne intestinali) diventano ipertrofici.

Mentre a livello macroscopico l’intestino va incontro a una massiccia dilatazione caratterizzata da una peristalsi spesso non valida alla quale conseguono traslocazione batterica e un rischio aumentato di sepsi (una malattia sistemica).

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