Può una visita dall’iridologo svelare una sindrome come quella del Parkinson?

Quali sono i segni clinici che ci svelano tale patologia? Scopriamolo assieme.

L’iridologia è l’esame dell’iride volto alla conoscenza delle alterazioni organiche, che si riflettono su questa membrana colorata dell’occhio.

Gli organi sono connessi al cervello, compreso l’iride: quando un organo presenta un’alterazione del proprio trofismo (cioè del proprio stato di nutrizione e dunque del proprio benessere) lo comunica al cervello, che lo comunica a tutti gli altri organi, perché essi possano adeguarsi e aiutare l’organo in difficoltà.

L’iride è l’organo del corpo, su cui più facilmente si possono “vedere” questi stati funzionali: infatti ogni organo del corpo è in relazione più stretta con una determinata parte della membrana e su quella riflette maggiormente le sue eventuali alterazioni.

Le principali alterazioni riscontrabili sull’iride nelle persone affette da parkinsonismo, riguardano la parte nord della membrana, in particolare fra le ore 11 e 1, in posizione centrale, fra il bordo pupillare e quello ciliare (vicino alla sclera, la parte bianca dell’occhio). Compaiono alterazioni biancastre, che solitamente sono più o meno estese in relazione con la gravità della malattia.

Un segno caratteristico del Parkinson è l’aspetto delle ramificazioni sanguigne “a candelabro”. Impiegando l’iridologia insieme con l’EAV e la Somatodensitometria computerizzata, si è in grado di definire con esattezza i termini del problema in senso diagnostico.

COME TRATTARE L’INIZIO DELLA PATOLOGIA ?

Iridofotocromoterapia Si può impiegare la stimolazione luminosa puntiforme delle aree parkinsoniane sull’iride, con opportuni colori e frequenze, ottenendo come risposta riflessa a distanza, un miglioramento del trofismo nelle aree cerebrali irradiate.

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