a cura del dott. Toselli David (osteopata, fisioterapista, chinesiologo, iridologo, teapista della diastasi addominale)

L’amputazione ti fa cambiare radicalmente il modo di vivere. 

All’inizio si parla di “arto fantasma” nell’amputato.

S’innestano dei processi di riequilibrio pur di non andare incontro a dolori o acciacchi eccessivi.

Scopriamo assieme quale può essere la migliore riabilitazione nel soggetto diabetico con amputazione di un arto.

Le statistiche parlano di rapporti 11:1 per gli arti inferiori contro quelli superiori.

Il piede amputato riveste il 70% dei casi.

PERCHE’ AVVENGONO LE AMPUTAZIONI ?

  • malattie vascolari legate al diabete (74%)
  • incidenti per debolezza dei tessuti (23%)
  • malformazioni derivate da aggravamento diabetico (3%)

Le concause all’amputazione sono riguardanti:

  • avvento di malattia vascolare oltre alla forma diabetica (80%)
  • diabete mellito (50%)
  • abitudini errate di alimentazione e disinfezione cibi (30%)
  • aumento consumo di ossigeno per patologia polmonare (20%)

PERCHE’ IL MALATO AMPUTATO E’ DIFFICILE ? 

Il malato diabetico porta con se problematiche varie.

Le più evidenti sono:

  1. ipotrofia muscolare
  2. deficit di equilibrio
  3. riduzione dell’articolarità
  4. riduzione della deambulazione 
  5. visione di insieme del “é l’inizio della fine” 

Il terapista sotto questo profilo deve essere seguito e assistito da altri operatori sul versante psicologico, sul versante emotivo e, non meno importante, sul versante neurologico-motorio.

La riabilitazione come può nuocere?

  • l’utilizzo di protesi e bendaggi aumenta il consumo di ossigeno del 20%
  • l’agitazione é controllata dal trattamento farmacologico

SU COSA SI BASA LA RIABILITAZIONE ?

I due elementi che considerano la riabilitazione sono:

  • sangue cutaneo (sangue nei vari tessuti)
  • forza muscolare (mantenere la posizione eretta).

COME SI CALCOLA LA SOGLIA DEL PAZIENTE ?

La soglia del dolore si calcola con il parametro VAS.

Il paziente può sopportare il 66% del massimo dolore.

GLI ESERCIZI RESPIRATORI AIUTANO ?

Pensate solamente che maggiore diventa la quantità di sangue ossigenato e migliore sarà la resa muscolare e dell’arto.

CONSIGLI UTILI DI SUPPORTO :

Lettura consigliata:

Ausilio al movimento:

TERAPIE COMPLEMENTARI AL RECUPERO

Quali attività posso fare in quasi autonomia?

  • idrochinesiterapia
  • valutazioni e ginnastiche posturali
  • bendaggi funzionali
  • massofisioterapia
  • riprogrammazione degli schemi motori
  • terapia occupazionale (terapia del ritorno alle consuetudini)

BIBLIOGRAFIA

  • Preston D.C., Shapiro B.E., Electromyography and Neuromuscular Disorders, 1998 Butterworth – Heinemann (3°)

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