Quando la genitorialità è una sfida ancor più dura

La nascita di un bambino con bisogni speciali porta cons è l’esigenza per i genitori di riscrivere il proprio ruolo. In particolare i primi tempi dopo la scoperta possono rappresentare un periodo estremamente complesso, a causa dello shock biografico che questa notizia porta con sè per tutto il nucleo famigliare coinvolto e in primis ovviamente per i genitori. Crescere un bambino con un disturbo dello spettro autistico può trasformarsi in una sfida unica ed importante e può essere un’esperienza che fortifica i singoli ed i rapporti intrafamiliari, ma che può anche portare alla deriva e dividere.

La partecipazione a gruppi di lavoro e supporto con dei professionisti della salute mentale appare un’esigenza primaria per affrontare tutti i problemi, le paure, le angosce che la scoperta della diagnosi comporta. Fortunatamente sul territorio nazionale iniziative di questo tipo sono sempre più numerose, in particolare entro le associazioni dedicate.

Ma con che obiettivi farlo?

Riappropriarsi del proprio ruolo, di una nuova narrazione di ciò che significa essere genitore, accedere al confronto con l’altro e a nuovi “strumenti” personali e relazionali. Si tratta di occasioni che possono modificare la storia futura dei genitori.

Sono diversi gli studiosi di psicologia che si sono occupati di questa delicata tematica, offrendo il proprio contributo con proposte di intervento differenziate. Questo ha fatto sì che oggi vi sia uno sfaccettato panorama di riferimenti teorici.

Il particolare ricordiamo il contributo di Roger e della Psicologia Umanistica:

Questa prospettiva utilizza una lettura olistica dell’essere umano, considera la persona nel suo insieme ed in maniera globale: i pensieri, il corpo, le emozioni, le relazioni sociali, in influenza reciproca. Tutte questi elementi personali e relazionali, possono essere risorsa o impedimento per il raggiungimento dell’autorealizzazione personale, a cui l’essere umano tende. Coerentemente, le persone avrebbero in sè la capacità di sviluppare le loro potenzialità e le figure di supporto (come quella dello psicologo) avranno il compito di favorire questa presa di consapevolezza, aiutando a riscoprire se stessi e le proprie risorse.

Questo tipo di riferimento teorico è un punto di partenza che permette ai professionisti di lavorare per far emergere e rendere visibili ai genitori le risorse personali, relazionali e familiari già disponibili. Il lavoro si volgerà quindi a consolidarle e a promuoverne un utilizzo funzionale.

Vediamo ora qualche aspetto a cui poter prestare attenzione non solo in presenza di un professionista, ma anche nella propria quotidianità, prendendone consapevolezza.

-migliorare la propria conoscenza rispetto alla situazione che vede coinvolto il proprio bambino,

-imparare come riconoscere ed esprimere all’altro i propri vissuti (tristezza, rabbia, frustrazione),

-migliorare la propria capacità di ascolto dell’altro genitore,

-individuare le strategie messe in campo singolarmente e come coppia per perdere decisioni e risolvere delle situazioni critiche.

Due domande guida potrebbero essere:

-che influenza ha questo elemento (la propria capacità di ascolto, un sentimento, un desiderio, ecc…) nel modo in cui rivesto il ruolo di genitore? E nel modo in cui rivesto il ruolo di partner del/della mio/a compagno/a?

-come potrei far si che questi aspetti non ci influenzino negativamente ma divengano delle risorse?

Spesso per strutturare un percorso di risposta a questi quesiti è proprio il lavoro clinico a fare la differenza, soprattutto quando i vissuti di sofferenza sono importanti, tuttavia la consapevolezza e l’impegno della singola persona può già fare la differenza.

Tutto questo, nel tempo, supporterà il senso di autoefficacia dei genitori, promuovendo le loro competenze interattive. Ancor più efficace risulta spesso il lavoro di gruppo con altre coppie di genitori, per permettere la creazione di una rete di rapporti di aiuto ed un sostegno a lungo termine.

Dott.ssa Francesca Turco.

Sito: https://www.francescaturco.eu/

Pagina Facebook: Francesca Turco – Psicologa e Mediatrice

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