A tutti noi piace pensarsi come persone intelligenti, ma che cos’è l’intelligenza?

È probabile che a qualsiasi descrizione tu abbia pensato, ci sia del vero. Non esiste infatti una definizione univoca, perché ogni tentativo di descrivere questa capacità, funzione, aspetto dell’uomo riflette sempre una teoria sottostante. Sono due gli assunti su cui tutti gli studiosi sembrano essere d’accordo oggi:

  • l’intelligenza non può essere ridotta ad un numero (il QI), ma si compone di tante dimensioni (abilità logico/intellettive, variabili cognitive, sociali, emotive e pratiche),
  • essa è ciò che permette alle persone di apprendere ed adattarsi all’ambiente, relazionandosi con esso in maniera efficace, attraverso l’utilizzo di processi mentali semplici e superiori.

CENNI DI STORIA

I primi studi scientifici che si sono occupati di intelligenza risalgono alla fine dell’800 (Stanford, Binet) e ne parlavano come di puro ragionamento logico e capacità di risolvere problemi per raggiungere il miglior adattamento possibile.

Decenni dopo, verso gli anni ’40, l’intelligenza venne definita da Wechsler come “la capacità di produrre comportamenti adattivi e finalizzate al raggiungimento di scopi, affrontando l’ambiente in modo efficace”.

È a partire dagli anni ’60 le teorie e le definizioni sull’intelligenza cambiano radicalmente: non la si considera più solo come una pura abilità di ragionamento logico, ma si incomincia a dare peso alle componenti emotive, culturali e sociali.

Soprattutto il focus viene posto ancor più sulla “funzione adattiva” che ha per l’uomo, quale capacità che permette di rispondere in modo adeguato alle richieste più complesse connesse derivanti dal mondo sociale.

Si incominciano a “mappare” tutte queste intelligenze, attraverso modelli multidimensionali che cercano di fare ordine in questa complessità. Una famosissima teoria è quella di Gardner, che arriva ad individuare l’esistenza di una varietà di dimensioni in combinazione tra di loro.

Le sette intelligenze sono:

  • linguistica,
  • matematica,
  • musicale,
  • spaziale,
  • somato cinestetica,
  • intrapersonale ed interpersonale

Tutte sarebbero connesse al rendimento scolastico e lavorativo, alla competenza sociale ed emotiva ed alle abilità pratiche.

Ognuno può possedere delle combinazioni diverse all’interno delle intelligenze proposte, che tra loro appaiono indipendenti e che devono essere esercitate nel tempo per potenziarsi.

Il singolo soggetto quindi possiede una combinazione unica che lo rende più o meno abile in contesti diversi rispetto a certi tipi di richieste ambientali e sociali.

Se pensate di aver bisogno comunque di un supporto a livello integratori, vi consiglio questo :

favorisce la possibilità di ricordare maggiormente le cose.

QUALI POSSIBILITÀ?

Se non esiste non solo una definizione di intelligenza, ma neppure una sola capacità intellettiva, che cosa significa per le persone?

Questo è una scoperta molto importante nell’ambito della psicologia, perché permette di esplorare tante diverse forme di potenziale negli individui (pensiamo per esempio ai bambini a scuola).

Esplorare il proprio bagaglio potenziale di intelligenze, in modo trasversale alle diverse attività ed ai differenti ambiti della nostra vita:

  • sociale,
  • scolastico,
  • lavorativo,
  • personale,
  • pratico,
  • sportivo

Appare quindi un processo molto più utile, rispetto al confronto con norme terze, culturali, che preordinano di dover pensare, contare, scrivere, muoversi in un certo modo.

“Se chiederai ad un pesce di arrampicarsi su un albero, esso apparirà per forza stupido, ma chiedigli di nuotare nell’oceano e mostrerà tutta la sua abilità”.

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Dott.ssa Francesca Turco.

Sito: https://www.francescaturco.eu/

Pagina Facebook: Francesca Turco – Psicologa e Mediatrice

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