a cura della dott.ssa Turco Francesca avatar dott.ssa Turco Francesca osteomagazine 2020 (psicologa mediatrice)

A volte succede che tu ti metta a ragionare sui tuoi stessi pensieri? Magari desiderando essere più veloce a fare i calcoli, più capace di gestire diverse idee insieme ecc.

Quello che rende possibile questo tipo di riflessioni è la metacognizione, definita come l’insieme di attività psichiche che presiedono al funzionamento cognitivo (Cornoldi, 1995). Permette di avere consapevolezza dei processi mentali che vengono utilizzati per elaborare le informazioni (dando risposte adeguate al contesto) e delle strategie usate per ricordare, imparare, studiare, porre attenzione ecc.

Si tratta di una funzione molto importante nel contesto lavorativo, in cui siamo continuamente sollecitati alla “produttività intellettiva”.

Vediamo alcuni meccanismi del funzionamento metacognitivo:

elaborazione profonda e consapevole delle informazioni che vanno elaborate: i contenuti devono essere interiorizzati, compresi a fondo tramite l’attivazione di collegamenti con conoscenze già acquisite,

generatività: rielaborare con parole proprie le informazioni che si stanno elaborando e pensare a loro possibili applicazioni pratiche,

organizzazione: la capacità di calcolare e predisporre il tempo necessario per portare a termine il carico di lavoro,

esercizio continuo,

-consapevolezza delle migliori modalità di acquisizione delle informazioni per se stessi. Ogni individuo presenta stili cognitivi preferenziali, e si ha uno stile cognitivo ogni qual volta si manifesta una tendenza costante e stabile nel tempo a usare una determinata classe di operazioni (ripetizione, schemi grafici ecc),

-le proprie credenze personali sul funzionamento intellettivo, utilizzate per spiegarsi i propri successi ed insuccessi (è più funzionale credere che il funzionamento intellettivo possa essere modificato dall’apprendimento e dunque migliorare i risultati futuri, e che l’intelligenza possa migliorare con l’esercizio, Dweck, 2000),

obiettivi di padronanza: volti a migliorare le proprie conoscenze e competenze professionali,

pregnanza emotiva: quando un insuccesso genera un’emozione negativa volta al desiderio di riuscita, l’impegno aumenta,

dissonanza cognitiva: un livello adeguato di ansia (transitorio) motiva ad eliminare tale dissonanza, attraverso l’impegno.

Inoltre ricordiamo una serie di caratteristiche personali e contestuali che possono essere allenate e che incidono sul funzionamento metacognitivo:

-livello di autoefficacia percepito,

-motivazione intrinseca,

-relazione con colleghi e superiori.

Tutti questi elementi, esercitabili, permetteranno l’attivazione di un corretto automonitoraggio, che riguarda il controllo sull’applicazione delle strategie durante l’esecuzione del compito (Cornoldi, 1990).

Conoscere il proprio funzionamento cognitivo e saperlo controllare rendendolo più performante sono due funzioni distinte. Il controllo è connesso alle conoscenze possedute, alle esperienze passate e alle stimolazioni esterne (ambientali e sociali).

Riflettere u questi elementi ed esercitarli nella propria quotidianità, è un buon esercizio per diventare consapevoli delle strategie più utili per sé, declinandole nel proprio lavoro.

Codice QR Osteomagazine 2020

Dott.ssa Francesca Turco.

Sito: https://www.francescaturco.eu/

Pagina Facebook: Francesca Turco – Psicologa e Mediatrice

https://www.amazon.it/inclusivo-metodologie-tecnologie-educatori-insegnanti/dp/8896818370/ref=asc_df_8896818370/?tag=googshopit-21&linkCode=df0&hvadid=183009256713&hvpos=&hvnetw=g&hvrand=8656309763260182591&hvpone=&hvptwo=&hvqmt=&hvdev=c&hvdvcmdl=&hvlocint=&hvlocphy=1008883&hvtargid=aud-857812893288:pla-393232641285&psc=1

 

 

Tags:

No responses yet

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *