Nell’articolo precedente è stata descritta la natura complessa e multidimensionale del fenomeno del bullismo e delle sue implicazioni. Infatti, sebbene la vittima sia certamente la persona per cui si individuano maggiori difficoltà, personali e relazionali, anche gli altri attori sociali coinvolti non sono immuni da conseguenze.

Come accennato il bullo può essere (così come la vittima) stigmatizzato, escluso, punito con mere sanzioni disciplinari e nei casi più gravi può vivere esperienze giudiziarie ed anche penali.

I pari appartenenti al gruppo di riferimento (classe, squadra, compagnia di amici ecc) in cui avvengono gli episodi, possono vivere esperienze di paura, possono sentirsi meno liberi di esprimersi ed il clima può divenire teso e conflittuale.

Gli adulti stessi possono essere considerato poco attenti o capaci (genitori o docenti), possono esperire sensazioni di impotenza o inefficacia personale nel non essersi accorti o nel non riuscire a gestire tali episodi.

Le strategie e gli approcci teorizzati ed implementati per intervenire in merito sono diversi, a fronte di ciò che è stato descritto una delle caratteristiche più importanti per poter realizzare un intervento efficace è la trasversalità. Lavorare sono con la diade bullo/vittima non sarà impattante come il coinvolgimento dei diversi ruoli coinvolti, creando un circolo virtuoso. La maggior parte degli interventi infatti coinvolgono le scuole, le famiglie e altri contesti significativi per i ragazzi.

Un primo approccio è quello preventivo. Ricordiamo:

prevenzione primaria, rivolta a una popolazione ancora non coinvolta. Essa consiste nell’insegnare modalità d’interazione positiva con i compagni e nell’informare sulle conseguenze disadattive dell’essere bullo, con l’obiettivo fondamentale di ridurne il rischio di incidenza.

prevenzione secondaria si configura come una risposta ad alcuni incidenti di bullismo. Può prevedere approcci di tipo riparatorio e di mediazione tra le parti.

approccio terziario consiste nell’intervento mirato con i ragazzi che sono direttamente coinvolti in questi episodi; comporta, quindi, un intervento di monitoraggio dei fenomeni e colloqui con i ragazzi.

Un secondo approccio è quello orientato alla promozione della salute dei ragazzi ed alla prosocialità:

Approccio istituzionale e di politica scolastica: uno degli approcci più efficaci per ridurre il problema è quello che coinvolge la scuola nel suo complesso. Questo perché il fenomeno ha una natura multidimensionale che comprende non solo il gruppo dei pari, ma anche la cultura scolastica e la qualità dei rapporti tra scuola e famiglia.

Approccio curricolare: costituisce uno degli approcci più diffusi, è legato alla volontà e all’iniziativa del singolo insegnante che si ritaglia uno spazio favorire un percorso di progressiva sensibilizzazione sul problema da parte degli alunni attraverso l’intervento di esperti.

Approcci di potenziamento delle abilità emotive e sociali: percorsi d’intervento che possono favorire la promozione di specifiche competenze nei ragazzi, nel comunicare in modo più adeguato, riflettere, capire il punto di vista degli altri protagonisti ed adoperarsi in modo cooperativo per risolvere i problemi all’interno della classe.

Perché è importante conoscere queste nozioni?

-perché il bullismo esiste anche tra gli adulti e molti processi sono comuni, mai sentito parlare di mobbing?

-perché tutti coloro che sono figure educative per bambini ed adolescenti è molto facile (purtroppo) che si trovino faccia a faccia con queste tematiche prima che i ragazzi siano divenuti adulti,

-perché il bullismo non è un fenomeno “a scatola chiusa”, ma nasce dalle modalità interattive che, nelle relazioni con gli adulti che li circondano, i ragazzi apprendono essere funzionali al raggiungimento di certi obiettivi. Quindi riconoscere questo fenomeno e sapere ciò che comporta, permette di poter intervenire in modo responsabile in famiglia, sul lavoro, nelle proprie relazioni sociali quotidiane.

 

Dott.ssa Francesca Turco.

Sito: https://www.francescaturco.eu/

Pagina Facebook: Francesca Turco – Psicologa e Mediatrice

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