Lo sviluppo dell’identità è un lungo processo evolutivo, mai definitivamente concluso, lungo il quale accresce la consapevolezza “di chi siamo”. Permette di generare una descrizione di sé (mai univoca o definitiva) all’interno del proprio contesto di vita. Riconoscerci al di là del tempo e delle situazioni, poter attribuire a noi stessi pensieri e desideri, poter monitorare in senso metacognitivo ciò che pensiamo e facciamo, fa tutto parte della dimensione identitaria.

Coinvolge fattori personali, familiari e relazionali, sociali e contestuali. Per questa sua molteplicità di elementi generatori è fondamentale ricordare che la conoscenza di sè non si riduce mai ad un’unica idea unitaria, ma accoglie un insieme di conoscenze relative al corpo, alla psiche e alle relazioni con gli altri, ai ruoli che ricopriamo e alle aspettative connesse ad ognuno di questi.

La molteplicità è, paradossalmente, un elemento fondamentale nell’attribuzione di senso identitario ed anche per il suo mantenimento. L’aumento della consapevolezza di sè, per le proprie attitudini, per i propri ruoli sociali, porta al generarsi del concetto di , che a sua volta, per usare le parole di Mead, di distingue in Io e Me. Il sé è l’esito del loro dialogo dialettico ed esso diviene parte integrante della conoscenza della realtà che l’individuo ha della sua esistenza. Esso come si è già accennato è ben lontano dall’essere un concetto statico, bensì varia in relazione all’ambiente di vita e al contesto sociale di riferimento, anche con l’età.

L’Io è la parte esperienziale del Sè, che in prima persona agisce, conosce e si relaziona con gli altri.

Il Me rappresenta la somma dei rispecchiamenti che la persona riconosce di se stessa negli altri con cui interagisce. Per usare le parole di di Cooley “esistono tanti Sé quanti sono gli altri che ci rispecchiano e che quindi ci rimandano una certa immagine di noi”.

Il me quindi è ciò che permette all’individuo di riconoscere la propria identità in termini oggettuali, di osservarla, rifletterci, prendere consapevolezza di questa. Assumendo una posizione quasi in terza persona.

Non è semplice definire l’identità, quando si capisce che non è mai identica a se stessa nemmeno per chi la sperimenta giorno dopo giorno, eppure è una delle dimensioni di maggior impatto nel lavoro clinico.

Dott.ssa Francesca Turco.

Sito: https://www.francescaturco.eu/

Pagina Facebook: Francesca Turco – Psicologa e Mediatrice

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