La comunicazione è una delle caratteristiche specie specifiche dell’essere umano. Ci sono differente livelli di comunicazione e livelli interattivi da cui traiamo informazioni sull’ambiente e sulle altre persone, uno di questi e certamente il più conosciuto è il linguaggio verbale. Questo strumento è nato e si è evoluto con la storia stessa, le civiltà, le culture, divergendo nelle tante lingue differenti, oggi presenti sul nostro pianeta.

Tuttavia ogni lingua è pura convenzione, il sistema di segni e simboli di cui il linguaggio si compone (a prescindere all’idioma locale) è pura convenzione. Siamo “programmati” per interagire attraverso di esso, ma siamo i creatori sei simboli (scritti ed orali) con cui tale “programma” funziona, grazie a cosa? Alle nostra strutture neurali. Esistono infatti delle aree della nostra corteccia preposte alla computazione dei segnali linguistici (comprensione, produzione, ecc), come l’area di Broca e quella di Wernicke.

Le componenti di base del Linguaggio sono:

-Fonemi (ovvero la più piccola unità di suono pronunciabile)

-Morfemi (ovvero la più piccola unità linguistica con significato)

-Lessico (ovvero l’insieme delle parole che costituiscono un certo idioma linguistico)

Il linguaggio è quindi il prodotto di quella capacità cognitiva che ci caratterizza come specie, nella sua complessità e nel valore d’uso (non solo legato alla sopravvivenza, ma sociale e culturale) che lo caratterizza. Esso permette di associare suoni e significati mediante regole grammaticali (fondata su convenzione tra parole e realtà), tramite ciò permette due funzioni essenziali:

-funzione comunicativa, con la quale l’individuo ha la possibilità di favorire la trasmissione di informazioni e l’interazione;

-funzione conoscitiva, poiché il linguaggio permette di descrivere gli eventi attraverso i concetti (ogni cosa della realtà è associata ad un certo insieme di parole e discorsi a cui vengono associate e quindi, tramite loro, conosciute e riconosciute).

Altre proprietà funzionali del linguaggio sono: una proprietà espressiva (come mezzo per segnalare stati d’animo o intenzioni); una proprietà evocativa (per influenzare il ricevente, come attraverso il pianto o un urlo); una proprietà rappresentativa (come mezzo di comunicazione del pensiero astratto, per informare su eventi non contingenti); una proprietà intra-individuale (per pensare a sé e per controllare il proprio comportamento).

Quando parliamo, spesso, non ci rendiamo conto di che complesso sistema stiamo attivando, in modo pressoché automatico, a livello neurale e interattivo. È importante riconoscere quindi, nelle diverse situazioni nella propria vita e della propria quotidianità, quali sono le funzioni con cui utilizziamo il linguaggio e comunichiamo, per non lasciare che l’automatismo prenda il sopravvento limitando la portata della comunicazione stessa.

Dott.ssa Francesca Turco.

Sito: https://www.francescaturco.eu/

Pagina Facebook: Francesca Turco – Psicologa e Mediatrice

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