L’uomo non è un animale
è una carne intelligente,
anche se a volte malata.
(Fernando Pessoa)

Ho voluto riportare appunto questo aforisma sulla carne per far riflettere sul concetto dell’incapacità di metabolizzare la carne nella nostra alimentazione. E’ tutto vero o sono solo credenze popolari?

Secondo alcuni studi alti livelli di consumo della carne rossa incrementano il rischio cardiovascolare, per il contenuto di grassi saturi e di colesterolo. Ma sono probabilmente in gioco anche altri elementi, come suggerirebbe questo studio che ha esaminato il ruolo del microbiota (il complesso dei batteri intestinali) nell’elaborare in senso non favorevole alcuni costituenti della carne rossa.  l-carnitina, abbondante nella carne rossa, che altro non é che una molecola trasformabile, viene sintetizzata e ricomposta in modo più complesso nell’intestino. Infatti, come confermano i risultati, i livelli di I-carnitina nei soggetti onnivori sono superiori a quelli riscontrabili nei vegani e nei vegetariani.
È stato dimostrato sperimentalmente che, eliminando il microbiota con una miscela di antibiotici, non si ha una significativa produzione di molecole complesse derivate dalla l-carnitina. Se processata dal microbiota intestinale, risulta quindi aterogena (che se fermenta può provocare danni tessutali), proprio a partire dalla sintesi della I-carnitina. Questi dati, anche se preliminari, suggeriscono quindi una possibile via metabolica alternativa in grado di spiegare l’effetto sfavorevole della carne a livello cardiovascolare e digestivo.

In poche parole, rendendo l’idea più fluida e comprensibile, la carne quando viene disgregata dai succhi pancreatici e gastrici, riesce a creare nuove molecole complesse a livello intestinale, che con l’avanzare lungo l’intestino tenue produce delle micro lesioni sparse nelle pareti del tubo digerente. 

Queste lesioni, non solo possono aggravarsi con delle piccole emorragie, ma danno dei punti di aumento della aterosclerosi. L’aterosclerosi é una patologia delle arterie, che perdono elasticità a causa di accumuli di materiale fibrotico, calcio, colesterolo e cellule infiammatorie. Quindi per tutti gli amanti della carne, ricordatevi di questo breve articolo, e cominciate non solo a diminuire l’assunzione delle carni rosse, ma anche di alternare le carni rosse con le carni bianche.

Intestinal microbiota metabolism of l-carnitine, a nutrient in red meat, promotes atherosclerosis.

Intestinal microbiota metabolism of choline and phosphatidylcholine produces trimethylamine (TMA), which is further metabolized to a proatherogenic species, trimethylamine-N-oxide (TMAO). We demonstrate here that metabolism by intestinal microbiota of dietary l-carnitine, a trimethylamine abundant in red meat, also produces TMAO and accelerates atherosclerosis in mice. Omnivorous human subjects produced more TMAO than did vegans or vegetarians following ingestion of l-carnitine through a microbiota-dependent mechanism. The presence of specific bacterial taxa in human feces was associated with both plasma TMAO concentration and dietary status. Plasma l-carnitine levels in subjects undergoing cardiac evaluation (n = 2,595) predicted increased risks for both prevalent cardiovascular disease (CVD) and incident major adverse cardiac events (myocardial infarction, stroke or death), but only among subjects with concurrently high TMAO levels. Chronic dietary l-carnitine supplementation in mice altered cecal microbial composition, markedly enhanced synthesis of TMA and TMAO, and increased atherosclerosis, but this did not occur if intestinal microbiota was concurrently suppressed. In mice with an intact intestinal microbiota, dietary supplementation with TMAO or either carnitine or choline reduced in vivo reverse cholesterol transport. Intestinal microbiota may thus contribute to the well-established link between high levels of red meat consumption and CVD risk & digestive.

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