a cura del dott. D’Oria Gabriele (oggi solo osteopata)

A volte ci capita di osservare delle situazioni molto particolari a livello anatomico, una di queste è l’osteopecilia che si riscontra in maniera fortuita attraverso la diagnostica.

L’osteopecilia è una malattia contrassegnata dalla disseminazione, nel tessuto osseo, di piccoli addensamenti di sostanza che possono presentarsi sia sotto forma di chiazze che di strie radiopache.

Le alterazioni si rilevano nel bacino, nelle ossa lunghe, nelle mani e nei piedi. Si tratta di un’affezione ereditaria che può colpire tanto i maschi quanto le femmine e decorrere, senza alcun sintomo apprezzabile da parte del paziente, in seguito a riscontro clinico.

L’alterazione, che si evidenzia con estrema rarità, non compromette né la solidità, né la fisiologia delle ossa e non presenta apprezzabili evoluzioni, nessuna componente infiammatoria, né tantomeno di natura neoplastica. La diagnosi è sempre di carattere fortuito: avviene nel corso di un esame radiologico eseguito per altre cause e non comporta alcun intervento terapeutico.

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