NON ALLENARSI COL COVID PT.3

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a cura del dott. D’Oria Gabriele

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Molti più pazienti, in assenza di attività regolare in palestra, accusano problemi muscolo-scheletrici dettati dalla sedentarietà e dalla scorretta postura.

In quest’anno abbiamo riscontrato un notevole aumento di cervicalgie, lombalgie, cefalee/emicranie, epicondilo-epiteocleo algie da eccesso di staticità lavorativa ed errate posture con perdita di compenso dettata dalla non attività motoria.

Ad aggravare la situazione dal punto di vista psicologico, sono venute a mancare delle routine legate ai ritmi di lavoro/tempo libero. Inoltre, questo particolare periodo storico, è attraversato dalla pandemia che sta creando delle crisi su più livelli.

Oltre ad investire il settore sanitario, uno degli aspetti della crisi interessa l’ambito sociale nella sua globalità, privando le persone della possibilità di entrare in contatto con gli altri.

La complessità che ci caratterizza può essere affrontata promuovendo le risorse individuali per prevenire, intercettare e rispondere al disagio. Una delle strategie utili per affrontare la crisi sociale è l’attività motoria.

Il movimento in ogni sua forma è una manifestazione di vitalità per l’essere umano, è un bisogno primario per il benessere e la salute dell’individuo. Privare l’essere umano di questa possibilità naturale che permette di raggiungere un corretto equilibrio psico-fisico è molto grave e può causare danni irreversibili.

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