a cura del dott. D’Oria Gabriele avatar dott. D'Oria Gabriele osteomagazine 2020 (oggi solo osteopata)

La nevralgia di Arnold è una patologia algica a carattere acuto e violento dovuta a lesione, irritazione di uno o più nervi sensitivi.
Nella fattispecie si parla di irritazione da compressione del nervo di Arnold che origina dalla branca posteriore della 2° radice cervicale.
nervo di Arnold osteomagazine 2020
La nevralgia di Arnold è descritta dai seguenti autori:
– Per Maigne sarebbe dovuta all’irritazione del nervo grande occipitale che nella traversata del muscolo complesso è in stato di contrattura.
Bogduck ipotizza che la nevralgia di Arnold nella metà dei casi è secondaria ad un trauma cranico.
– Per altri invece è una sindrome canalare nella traversata del trapezio che contratto va a comprimere il nervo spinale accessorio.
– Inoltre è dovuta ad irritazioni delle articolari posteriori di C1-C2 (prima e seconda vertebra cervicale).

CONSEGUENZE E IPOTESI…

Tutte le ipotesi sono coerenti in un problema C2-C3, la seconda e la terza vertebra cervicale, che sono influenzate da un wiplash o colpo di frusta.
Il dolore compare dietro la nuca in relazione alle radici inerenti e poi per anastomosi fino alla porzione sovra oculare (V1, porzione oftalmica della branca trigeminale).
Appare chiaro che non solo la componente traumatologica possa creare questa sindrome nevralgica. La correlazione posturale e psicologica può giocare un ruolo chiave nella instaurazione algica.
Dal punto di vista strettamente psicologico/psicosomatico, possiamo ipotizzare che la tensione/stress provocata dalle situazioni sociali (lavoro, famiglia, traumi, ecc.), si concentra in alcune parti del corpo che diventano “organo bersaglio”, cioè zone di debolezza e di facilitazione alla somatizzazione. E’ molto facile entrare in un circuito in cui lo stress provoca tensione muscolare e la tensione continua a perpetuare lo stress. E’ possibile rompere il cerchio utilizzando diversi strumenti come la terapia manuale, le tecniche di rilassamento che danno l’opportunità al paziente di imparare ad ascoltarsi anche attraverso il feedback con il terapista. Inoltre la psicoterapia immaginativa può esser utilizzata per cercare il focus del disagio e trovare strategie di soluzione.
Per il trattamento manuale, si possono identificare i seguenti punti:
– release nervoso tramite tensione distale permanente del nervo grande occipitale e delle emergenze trigemianli,
– rilascio miofasciale muscolatura sub occipitale,
– manipolazione cervicale superiore in disfunzione (cerniera atlo-occipitale) e C2-C3,
– connessioni di disfunzione miofasciale sulla colonna e sul diaframma.
Infine la rieducazione posturale gioca un ruolo importante di connessione tra la parte psicologica e di terapia manuale attraverso gli esercizi proriocettivi.

nevralgia occipitale osteomagazine 2020

 

 

 

 

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