a cura del dott. Toselli David (oggi solo iridologo)

Parliamo di un effetto particolarissimo dell’occhio, che penso ciascuno di noi avrà provato almeno una volta nella propria vita: la Miodesopsia.

Con “miodesopsie” si intendono i corpi mobili puntiformi o filiformi che proiettano la propria ombra sulla retina comparendo all’interno del campo visivo.
Si definisce come fenomeno delle “mosche volanti” dalla quale prendono il nome: dal greco òpsis =“visione” e myōdes=“simile a mosche”.
miodesopsia osteomagazine 2020
Le “miodesopsie” sono un fenomeno dovuto alla perdita di trasparenza del corpo vitreo, una struttura gelatinosa costituita prevalentemente da acqua che disidratandosi, determina l’addensarsi di fibrille.
Queste ultime fluttuando nel vitreo vengono di conseguenza percepite nel proprio campo visivo.
Solitamente si presentano con una conformazione puntiforme o filiforme, ma possono assumere vari aspetti per forma, dimensione e quantità. Potrebbero quindi vere anche l’aspetto di piccole ragnatele circolari o macchie di varie dimensioni più o meno fitte. Un’altra caratteristica distintiva di queste “mosche volanti” è che si spostano seguendo il movimento degli occhi.
effetto miodesopsie osteomagazine 2020
Non vanno confuse con più comuni effetti da abbagliamento nei quali si può incorrere a seguito di esposizione a fonti di luce intensa – come quella solare – con conseguente stato di offuscamento temporaneo.
Le miodesopsie, una volta formate, si presentano in maniera regolare e continua, soprattutto quando si fissa lo sguardo su uno sfondo chiaro o particolarmente luminoso – quale può essere una parete bianca – o in alternativa osservando lo schermo del pc con sfondo chiaro.
Questo disturbo può verificarsi in presenza di buone condizioni di salute, rimanendo spesso per vari anni o anche l’intera vita. Tutte le fasce anagrafiche sono interessate dalle miodesopsie, ma i due intervalli più frequenti vanno dai 20 ai 30 anni per poi saltare tra i 50 e i 60.

POSSIBILI CAUSE 

La causa più comune delle miodesopsie è sicuramente da ricercarsi nell’invecchiamento e nella disidratazione del corpo del vitreo. Quest’ultimo, collocato nella camera vitrea tra retina e cristallino, rappresenta circa i due terzi del volume dell’occhio, ed è composto principalmente da acqua in piccola parte da fibre, zuccheri, collagene, proteine, acido ialuronico, ecc. che ne mantengono la struttura a forma sferica del bulbo oculare.

disidratazione corpo vitreo osteomagazine 2020
La presenza delle “mosche volanti” nella maggior parte dei casi è quindi riconducibile a fattori come:
  • Scarsa idratazione
  • Attività sportiva particolarmente intensa, specie nelle stagioni più calde, che possa indurre secchezza e anche per via traumatica
  • Esposizione prolungata a fonti di calore come: sole, forni o saldature
  • Traumi alla testa
  • Disordini del metabolismo

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