Il collega dott. Gabriele D’Oria ci spiega a cosa si va incontro all’operazione alla spalla.

Si fa bene ad essere sottoposti a tale operazione? Cosa significa sostituire la spalla con una protesi?

Scopritelo assieme a noi.

L’evoluzione della chirurgia ortopedica ha portato ad un cambio radicale di utilizzo delle componenti protesiche e della loro collocazione. In presenza di un alto grado artrosico ed una limitata escursione di movimento attivato dalla muscolatura (ROM attivo), compromesso da una lacerazione-rottura massiva di tutte le strutture miotendinee che compongono la cuffia dei rotatori della spalla, negli ultimi anni si prevede una protesi “inversa”.

La testa omerale protesizzata viene impiantata direttamente sulla glena con capovolgimento verso il basso (la convessità rivolta quindi verso l’omero).
Il risultato è di una soddisfacente mobilità passiva ed attiva anche in pazienti anziani.

Per un maggiore riscontro ed evidenza ho inserito le foto e le Rx della protesi convenzionale o anatomica di spalla (ancora la più usata nel campo ortopedico) e quella inversa.

CHE COSA COMPORTA TALE MODIFICA CHIRURGICA ?

Il paziente si trova in una condizione sicuramente migliorata rispetto ai segni clinici dell’artrosi.

Purtroppo l’artrosi, essendo una situazione degenerativa, porta ad una soglia minima di stabilità, con possibili complicanze sia nella mobilità che nella saluta di glena e testa omerale.

Non si racconta nulla di nuovo, si capisce, ma ugualmente poniamo un accenno alla novità chirurgica che forse a qualcuno può interessare particolarmente in futuro.

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