Alcune persone dicono che sono nate sfortunate.

Altre persone cercano di vivere una vita molto singolare, altrimenti attirano la sfortuna delle altre persone.

Ma quando é nata la “iella” ? Scopritelo assieme a me.

La convinzione che alcune persone abbiano un potere malefico è diffusa da sempre e a ogni latitudine. Ci fu però un momento in cui questa credenza venne teorizzata “scientificamente”.

I teorici della “iella” furono alcuni intellettuali napoletani vissuti tra ’700 e ’800. Furono i primi a studiare e a definire la “iettatura”. Nel 1787 l’illuminista napoletano Nicola Valletta diede persino alle stampe la sua Cicalata sul fascino volgarmente detto iettatura: un breve trattato in cui la iella era descritta come una forza cieca della natura.

E lo iettatore era definito come un individuo nefasto, che portava male “oggettivamente”, anche se innocente o inconsapevole.

ESEMPI DI SFORTUNA

ESEMPIO DEGLI AUTOBUS

I ricercatori dell’Università di Shizuoka (Giappone), dopo attenta analisi matematica della situazione, sono giunti alla conclusione che è… inevitabile. Dopo un’attesa interminabile, i mezzi pubblici “si prendono gioco” di noi e arrivano in coppia.
Tutta colpa della teoria del caos, che in questo caso descrive bene il comportamento del traffico.

Perché quando un qualsiasi intoppo tiene fermo un mezzo pubblico, la distanza con quello che lo segue si riduce.
Moltiplicando il fenomeno per il numero di soste protratte, aumenta progressivamente il ritardo e si riduce sempre più la distanza con l’autobus che segue. Così il primo bus arriva all’orario del secondo, ma insieme a quest’ultimo.

Nell’attesa vi siete incamminati, sentendovi poi beffati dalla sorte? Ve la siete cercata: c’è persino una complessa formula matematica, applicabile a qualsiasi tipo di trasporto, a dimostrare che abbandonare la fermata per andarsene a piedi è sempre la scelta perdente.

ESEMPIO DEI SEMAFORI

Quando siamo in ritardo i semafori sembrano tutti d’accordo per farsi trovare sul rosso. Anche per questo, però, c’è una spiegazione.

Supponiamo che lungo il percorso ci siano sei semafori: la probabilità di trovarli tutti verdi è molto bassa, la stessa che esca 6 volte “testa” in sei lanci di una monetina, e cioè 1 su 64, secondo le teorie della probabilità.

A peggiorare le cose c’è poi anche un fattore psicologico noto come “memoria selettiva”: quando siamo di fretta, preoccupati o ansiosi tendiamo a vedere tutto in modo negativo, sopravvalutando gli eventi sfavorevoli. Così, se incontriamo tre semafori verdi su sei, evento statisticamente molto probabile, siamo poi capacissimi di dire che “tutti i semafori erano rossi”.

CONCLUSIONI

La sfortuna non esiste, é solo un processo mentale che assoggettiamo ad alcuni eventi o ad alcune persone. Visti gli esempi più classici presenti nella nostra vita (e si potrebbe pure aggiungere una lista infinita)….si torna a dire che la sfortuna é INESISTENTE.

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