a cura del dott. D’Oria Gabriele avatar dott. D'Oria Gabriele osteomagazine 2020(oggi solo osteopata)

Il tendine d’Achille è il tendine del corpo umano più forte e più grande. Ma come fa a rompersi se é la struttura più forte del corpo?

Tramite sollecitazioni anomale e improvvise, perdita di elasticità per sedentarietà, indebolimento fibrillare per uso di farmaci, può tuttavia diventare fragile e lesionarsi fino alla rottura.
La parte superiore del piede può esser spinta indietro da un movimento improvviso, anche in questo caso il tendine si può allungare fino a rompersi generando impotenza funzionale della flessione plantare, rendendo impossibile la deambulazione.
Il tricipite surale è formato dai due gemelli o gastrocnemi e dal soleo che tramite inserzioni prossimali differenti, si riuniscono congiuntamente formando il tendine d’Achille a livello dell’osso calcaneare.

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DIAMO QUALCHE DATO DI RIFERIMENTO…

In uno studio, l’85% delle rotture del tendine d’Achille sono causate da una condizione acuta chiamata tendinite, oppure cronica chiamata tendinosi. Nella pratica quotidiana riabilitativa, spesso si riscontrano rotture achillee in soggetti di mezza età, sedentari, non praticanti attività sportiva, nel momento in cui si trovano ad eseguire movimenti non abituali, come ad esempio giocare a calcio con il nipotino. Il tendine che è diventato rigido ed ha processi degenerativi (tendinosi) si iperallunga e si rompe.
Non sempre è necessario un intervento chirurgico per riparare il tendine di Achille; in base alla visita specialistica ortopedica e accurati esami diagnostici la lesione può esser fibrillare parziale senza impotenza funzionale. Il recupero può richiedere diversi mesi, a seconda della entità del danno.
Sia in caso di tendinite (infiammazione acuta), di tendinosi (infiammazione cronica degenerativa) o post intervento di sutura, è importante eseguire un piano riabilitativo mirato.
La prevenzione è molto utile per evitare i primi dolori inserzionali sul calcagno e la conseguente degenerazione tendinea soprattutto in pazienti che non praticano attività sportiva e sono quindi sedentari, in sovrappeso, etc.
L’attività preventiva consiste in esercizi di equilibrio, ginnastica propriocettiva (la propriocezione è la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli, anche senza il supporto della vista), rinforzo muscolare, stretching, esecuzione di diverse andature per migliorare l’appoggio plantare.

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ANDIAMO AL SODO….COME SI RIABILITA ?

La riabilitazione post trauma/post chirurgia comprende:
-lo svezzamento dal tutore e la ripresa della deambulazione (in base ai parametri citati nella lettera di dimissione);
-la FKT dell’arto inferiore che consiste nella mobilizzazione e recupero funzionale del ROM del piede in tutti i suoi piani di movimento;
-deambulazione corretta;
-mobilizzazione tendinea;
-lavoro sulla cicatrice;
-esercizi di rinforzo muscolare per il ripristino della siluette tonotrofica del tricipite della sura;
-fisioterapia strumentale per migliorare la cicatrizzazione e l’elasticità tissutale.
Il riequilibrio posturale è inteso sia come attività preventiva che post intervento chirurgico di sutura.
L’idrochinesiterapia è utilizzata sia a livello preventivo che post chirurgico.
L’osteopatia si esegue post FKT e si focalizza sul recupero delle funzioni dei distretti vicini che possono andare in “sofferenza” in quanto sollecitati in modo anomalo. L’approccio posturale globale osteopatico ricerca le disfunzioni neurosteomiofasciali conseguenti al trauma.
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