Perché la minzione diventa patologica?

Perché la nostra via di fuoriuscita va in contrasto con facili infiammazioni?

Ce lo spiega il collega il dott. Gabriele D’Oria. Seguiamolo.

La vescica (controllata dall’arco riflesso sacrale, innervata dal nucleo pudendo motorio S2-S4, dal pudendo interno parasimpatico, dal nervo piccolo splancnico e il plesso ipogastrico ortosimpatico D10-L3) è posta tra il peritoneo e il pavimento pelvico.

La vescica dal punto di vista neurovegetativo è controllata dai recettori colinergici (contrazione, minzione), beta-andrenergici (rilassamento, previene la minzione). L’uretra invece è controllata dai recettori alfa-andrenergici (contrazione, previene la minzione).


La sospensione e la stabilizzazione dell’apparato vescicale è a carico dell’uraco, dei legamenti pubo-vescicali, dei peduncoli vascolari e dalla fascia prevescicale.
Dal punto di vista muscolare, il detrusore della vescica si distende nella fase di riempimento, accogliendo un volume crescente di urina senza aumento della pressione interna. La necessità di urinare avviene quando i recettori di pressione della parete sono stimolati.

Il volume residuo è inferiore a 50 ml, la sensazione di riempimento è sui 200-225 ml mentre l’urgenza urinaria fisiologica avviene ad un riempimento vescicale di 400-500 ml.
Per lo svuotamento, la pressione intravescicale deve aumentare fino a superare la pressione uretrale (mantenuta dagli sfinteri uretrali e dal pavimento pelvico).


La fase di svuotamento avviene per:
– il rilasciamento degli sfinteri interno ed esterno,
– l’attivazione dei muscoli del pavimento pelvico,
– la contrazione del detrusore,
– l’aumento della pressione intra-addominale.

Alla fine dello svuotamento, il pavimento pelvico e lo sfintere si contraggono nuovamente mentre a fine rilasciamento vescicale il detrusore si rilassa. Si può intuire come un buon sincronismo della contrazione-rilassamento muscolare, una armonia diaframmatica addominale-pelvica (muscolo elevatore dell’ano e trasverso profondo del perineo), un equilibrio pressorio intracranico, intratoracico, intra-addominale e intrapelvico insieme ad una continua stabilità e supporto dell’apparato legamentoso vascolo-nervoso, sia elettivo per il sistema fisiologico organico.

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