a cura del dott. Toselli David nuovo avatar erdoctor Toselli David(oggi solo chinesiologo)

Siamo in palestra, siamo diabetici, e vogliamo essere tranquilli sotto tutti gli aspetti specialmente quello della salute…quindi cosa facciamo?

Il diabetico e la palestra vengono visti sempre con una certa diffidenza da parte della maggior parte degli istruttori fitness. In realtà é la mancanza di cultura a creare queste leggende metropolitane.

Il cliente/paziente innanzitutto deve essere inquadrato a seconda della propria tipologia di diabete, ovvero di TIPO 1 o di TIPO 2. Premessa questa suddivisione si potrà quindi distinguere un tipo di allenamento rispetto ad un altro.

Per chi non lo sapesse la variabile tra TIPO 1 o TIPO 2 é la presenza o meno di insulina, ma é meglio spendere un paio di parole a riguardo. Nel caso 1 l’insulina é presente a piccole dosi ma non basta, quindi il soggetto é costretto a farsi una mini iniezione di insulina artificiale. Nel caso 2 invece l’insulina é presente nella giusta quantità, ma le cellule non riescono a captarla nel momento della “digestione” degli zuccheri.

ESERCIZI, RISCHI E IDEE NEL FITNESS DA PROPORRE

Nel soggetto con diabete di TIPO 1 il problema maggiore non é dato dagli eccessi di glucosio nel sangue, ma anzi dalle eventuali crisi ipoglicemiche durante l’esercizio o la seduta di fitness. I segni clinici che si riscontrano infatti sono :

  • midriasi pupillare
  • sudorazioni eccessive
  • palpitazioni e ansietà
  • fame e disorientamento
  • disturbi visivi

In caso di comparsa di tali disturbi, chi ci “soccorre” deve applicare questi protocolli successivi :

  1. far terminare l’attività necessariamente
  2. porgere almeno 4 zollette di zucchero
  3. in caso di non arresto dei segni clinici somministrare carboidrati complessi
  4. in caso di vomito o svenimento il medico deve somministrare del glucagone

Quindi cosa poter consigliare al paziente diabetico di TIPO 1 ?

La proposta migliore é quella di seguire l’andamento della stessa insulina nel sangue, ovvero renderla costante quotidianamente. I parametri per ottenere questo diventano :

  1. Allenamento quotidiano mantenendo sempre lo stesso orario
  2. FCmax costante o leggermente variabile di un 5% ogni seduta, oscillante tra il 40 e l’85% appunto della FCmax
  3. Ritagliarsi 20′-30′ giornalieri di esercizi sia aerobici che isocinetici FATTI BENE.

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DIFFERENZIAMO IL DIABETE DI TIPO 2 NEL FITNESS

Tutt’altra storia invece compare nel diabetico di TIPO 2 che si vuole allenare. Tutto gira attorno alla capacità delle cellule nel riuscire ad attivarsi durante lo sforzo fisico (captazione dell’insulina nell’assorbimento e utilizzo del glucosio).

La proposta migliore per il diabetico di TIPO 2 diventa quindi :

  1. allenamento frazionato in 4 sedute alla settimana
  2. durata della seduta in circa 40′ – 60′ con fasi di recupero di 5′ tra esercizi
  3. 40-60% della FCmax nelle prime fasi in caso di sovrappeso
  4. 65-75% della FCmax nella fase successiva

Dove diventa pericoloso l’esercizio nel diabetico di TIPO 2 ?

La parte focale dell’allenamento é la parte cardiovascolare, ovvero consumando ossigeno e bruciando energia e tossine in fase aerobica. Ma il diabetico di TIPO 2 in realtà lo possiamo considerare come una bomba ad orologeria, perché carico di zuccheri nel sangue e incapace di bruciare sia lo stesso carburante che le tossine cellulari (cataboliti cellulari).

A tal fine se non si prendono dovuti provvedimenti la bomba esplode, con relative crisi diabetiche. Il consiglio migliore quindi da applicare nel fitness é quello di alternare l’uso del distretto superiore con quello inferiore.

Teniamo conto che l’alta concentrazione sanguigna di glucosio porta alla formazione di AGE (avanzi di fine produzione del glicogeno), che creano delle disfunzioni tessutali o della pelle (specialmente sui piedi di pazienti che possono avere anche delle neuropatie).

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