Mi sono chiesto come avesse inciso l’influenza sulla popolazione mondiale nel corso degli anni.

Quest’anno come sarà la percentuale di “appestati” rispetto alle annate precedenti?

E’ giusto fare allarmismi o é tempo sprecato? Scopritelo con me.

L’influenza della stagione 2019-2020 è ormai entrata nel vivo. Se ti sembra che tutti attorno a te stiano tossendo e soffino il naso in continuazione, o che il tuo ufficio si stia spopolando a causa della malattia, hai perfettamente ragione.

Sono già 341mila i casi registrati, di cui addirittura 119mila solo nella scorsa settimana. Lo conferma l’ultimo rapporto Influnet, a cura dell’Istituto superiore di sanità, che si occupa proprio di osservare l’andamento virologico ed epidemiologico del contagio a livello nazionale.

Come già saprai, anche gli adulti cadono vittima del virus, ma la maggiore incidenza si registra tra i bambini di età compresa fra gli 0 e i 4 anni.

A guardare solamente le cifre, avrai probabilmente l’impressione che si tratti di numeri piuttosto alti, ma lo stesso bollettino specifica che al momento si rimane sotto la soglia basale, ovvero al di sotto della media degli anni precedenti. Solo il Piemonte e la Sicilia al momento sembrano registrare una quantità maggiore di diagnosi.

Si attende ancora di sapere con precisione quando dovrai aspettarti il picco. È comunque probabile che arrivi dopo le festività natalizie.

LIVELLI ITALIANI GIUSTO PER CONFRONTARE

A livello italiano tutto dipende dalla fluttuazione della popolazione e dalla percentuale di persone neonate con quelle anziane. Questi tre dati producono un grafico che vi riporto qui sotto :

L’andamento sta lentamente calando negli ultimi 5 anni, quindi meno persone si ammalano rispetto agli scorsi anni.

In circa 15 anni la media dei componenti per nucleo familiare é passata dal 2,52 (ovvero su 3-4 persone a famiglia sicuramente 2 persone (e forse anche la terza) si ammalavano), a 2,30. La differenza non é altissima, però fa ben sperare sulla questione dell’informativa a riguardo dei vaccini o della non contaminazione.

VACCINO SI’ O NO ?

Per non creare disuguaglianza di pensiero la risposta é personale. Per me il vaccino non rispecchia la risposta autoimmune di tolleranza dei virus influenzali che produciamo, quindi aggiungiamo una difesa senza dover per forza utilizzare la nostra (rinforzata dalla integrazione di prodotti meno chimici e meno dannosi per gli organi).

Poi siete liberi di fare quello che volete, anche perché la salute é appunto la vostra.

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