IL TUFFO IN GARA DI NUOTO

tuffo in laguna 960x480 2021

a cura di Marco Grillenzoni

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Fra gli aspetti che ogni atleta deve curare per poter competere nelle gare ufficiali c’è la parte inerente all’entrata in acqua, ovvero il tuffo.

Escluso le competizioni a dorso dove la partenza avviene già in acqua, le altre tre nuotate prevedono un ingresso di tipo aereo dove, gli atleti più affermati, guadagnano rispetto alla concorrenza più dilettantistica.

Il balzo che avviene dal blocco di partenza è tipo esplosivo. La muscolatura degli arti inferiori e dei glutei perciò dovrà essere ben preparata a svolgere un’attività specifica per la tipologia di competizione. Infatti questo è un gesto tecnico che avviene solo una volta per gara, dove non sono ammessi errori in partenza. Ad alti livelli, il tuffo tecnicamente erroneo può compromettere un’intera competizione che a sua volta ha avuto una programmazione di più mesi, forse anni.

PARLIAMO DELLE TECNICHE UTILIZZATE

La Grab start prevede il balzo mantenedo i piedi vicini, la track start ammette un piede in avanti e un piede indietro che fa grip su un piccolo rialzo del blocco. Non esiste una tecnica migliore di un’altra, in quanto ogni atleta è differente dall’altro. C’è chi preferisce una, chi l’altra. Ma in generale la track start viene considerata più proficua a livello agonistico.

L’ingresso in acqua dovrà essere il più performante possibile. Minore è la superficie di ingresso, maggiore sarà la resa in termini fluidodinamici.

Sott’acqua l’atleta può nuotare solo entro i 15 metri, entro i quali dovrà risalire. Consigliata la gambata a delfino con gambate non troppo ampie. Per rendere al meglio, in allenamento andrà curata l’elasticità dinamica degli arti inferiori e la flessibilità della colonna vertebrale.

Nelle competizioni a rana, la fase subacquea è anch’essa a rana, con la differenza che la bracciata prevede anche la fase di spinta. Al contrario della nuotata canonica, dove è caratterizzata dalle fasi di appoggio/presa, trazione e recupero.

L’allenamento di questo gesto tecnico deve essere ben curato in sedute apposite dove l’allenatore insegna e adatta i singoli movimenti ad ogni atleta. Come sempre, dove si tratta con le persone, soprattutto nello sport, esistono infatti regole bio-meccaniche al quale fare riferimento, che però possono essere smentite dalla pratica concreta quotidiana.

Il compito dell’allenatore sarà quello di trovare la strategia migliore per rendere più produttivo l’atleta per ogni singolo gesto, tuffo compreso. Con particolare attenzione alla fase emotiva, dove la gestione dello stress fuori dall’acqua è di fondamentale importanza per tutte le competizioni.

Facile a dirsi, non troppo semplice a farsi.

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