IL TACKLE CALCISTICO

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a cura del Dott. Grillenzoni Marco

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Questo termine di origina britannica indica un gesto sportivo che nel mondo del calcio si ripete molte volte in ogni partita. Preso in prestito dal rugby, nel calcio viene raffigurato con una scivolata. in realtà, il termine, che vuol dire “placcaggio”, sta a indicare lo scontro per cercare di rubare la palla da terra.

Quando si è in ritardo sull’avversario si ricorre alla nota scivolata. essendo un gesto per recuperare metri, molto frequentemente genera un fallo. Da terra infatti il giocatore non può avere le stesse capacità che sfrutta dalla posizione eretta, ma evidentemente può permettersi di allungarsi in situazioni estreme.

Il tackle è controindicato dagli stessi allenatori in maniera assoluta in area di rigore, in quanto può facilmente causare un calcio di rigore. Può andar bene nella zona nevralgica del campo, specialmente sulle fasce laterali. È comunque un gesto “di ripiego”, non certo una prima scelta tattica.

Infatti se si ha la possibilità di affrontare l’avversario frontalmente, è molto meglio il temporeggiamento e la copertura nella zona debole dell’avversario. Es: se dobbiamo affrontare un mancino che usa il piede destro in maniera molto scoordinata, il giocatore tenderà a temporeggiare portando l’avversario verso il lato destro del campo. da qua l’avversario sarà obbligato a scaricare il pallone e non certo a calciare in porta.

Dal temporeggiamento poi si può anche intervenire direttamente, ma questa molto spesso è un’abilità che che con l’allenamento può essere migliorata, ma risulta essere una caratteristica intrinseca dell’atleta stesso, insieme al tempo di anticipo o al tempo di inserimento.

VEDIAMO ALCUNI ASPETTI PARTICOLARI

Attraverso il tackle siamo in grado di causare danno fisico all’avversario. Nonostante non si è in possesso di tutte le capacità presenti nella posizione eretta, anche da stessi se si interviene a gamba alta o con il piede a martello le possibilità di infortunare l’avversario sono elevate.

L’arbitro e gli stessi giocatori in campo dalla dinamica dell’intervento sono in grado di intuire quando un fallo viene fatto per motivi tattici o quando per far male a livello fisico. Il tackle, in queste condizioni, può generare anche il cartellino rosso.

Non solo: l’evoluzione del calcio ha portato gli attaccanti a imparare come simulare il fallo subìto, aumentando la possibilità di cartellini o comunque di sanzioni. Alcuni attaccanti in questo gesto sono diventati dei veri propri esperti, sia a livello fisico che vocale, richiamando maggiormente l’attenzione dell’arbitro.

Curiosità: i numeri di tackle aumentano col campo bagnato o comunque durante competizioni durante la pioggia. Su campi aridi o sintetici è un gesto che potremo non vedere proprio.

Lascio a Voi immaginare il perché.

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