Avete mai provato a tenere il ghiaccio tra le dita? Cosa avviene nel nostro corpo se amministriamo del ghiaccio? scopriamolo assieme.

La sensazione di bruciore che si avverte quando si tocca qualcosa di molto freddo è causata da particolari recettori cutanei (i canali ionici TRPM8 e TRPA1) che si attivano già a temperature inferiori ai 15 °C, e che aumentano l’intensità della loro azione via via che il freddo diventa più intenso. Questi recettori (che rispondono anche a sostanze chimiche potenzialmente nocive per la pelle) attivano neuroni che inviano al cervello stimoli dolorifici. Anche gli stessi denti hanno questa capacità recettiva col freddo, quindi stiamo attenti a quando mangiamo qualcosa di freddo.

Le vie nervose e i centri cerebrali che elaborano il segnale e lo portano a livello conscio sono in parte sovrapponibili a quelli che percepiscono anche il calore intenso: per questo, soprattutto a temperature estreme (molto caldo o molto freddo), le due sensazioni possono apparire simili.

COSA SI CONSIGLIA DI FARE COL FREDDO ” IN MANO” ?

Innanzitutto cercare di distribuirlo in una parte anatomica decisamente più ampia. Prendere il cubetto di ghiaccio con le dita é sicuramente diverso rispetto a prenderlo con la mano intera. Ovviamente, per il rovescio della medaglia, la mano possiede maggiori termorecettori, ma riesce anche a richiamare più sangue velocemente rispetto ad un paio di dita e a scaldarsi di più.

In secondo luogo, se proprio siete convinti di prendere del ghiaccio con la mano, ricordate che il cervello si può “fregare”; il trucco é concentrarsi sulla percezione di altre sensazioni sull’estremità opposta rispetto alle dita in questione (es. dita mano destra, quindi pianta del piede sinistro). Neurologicamente parlando il cervello invierà messaggeri più “selezionati” per capire cosa avviene a livello del piede, e contemporaneamente cercherà di assimilare la sensazione del fastidioso ghiaccio.

DA PROVARE!!!!

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