IL BREVETTO DA ASSISTENTE BAGNANTI

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a cura di Marco Grillenzoni

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L’assistente bagnanti è quella figura professionale predisposta al primo intervento in caso di emergenza di persone all’interno di un qualsiasi specchio d’acqua. Viene comunemente chiamato “bagnino”, ma in realtà non è da confondere con questa figura presente sulle spiaggie, il quale si occupa esclusivamente dell’organizzazione dell’area sabbia di ogni singolo “bagno” delle zone marittime.

Per ottenere questa abilitazione bisogna informarsi nelle strutture natatorie locali che ciclicamente una/due volte l’anno organizzano il corso attraverso un maestro di salvamento.

Tendenzialmente le prove da superare al test finale sono suddivise in due tappe. In acqua bisognerà dimostrare di saper nuotare a stile libero, a “marinara” (stile libero con la testa fuori dall’acqua), in apnea e infine in alcune nuotate tipiche del salvamento, in tempistiche predeterminate. Nella simulazione, il trasporto sarà svolto con un compagno e non con un manichino. Il tutto, chiaramente, senza occhialini da nuoto.

La preparazione per questi test è ampia: bisogna infatti nuotare rimanendo in determinati range di tempi e bisogna avere anche una preparazione a livello concettuale (come ad esmpio, sapersi svincolare da una persona che sta annegando e che userà una forza sovraumana per aggrapparsi a qualcosa/qualcuno).

Il test sarà seguito da una prova teorica di BLS (rianimazione cardio polmonare di base), in quanto in caso di emergenza e nell’attesa del 118 bisogna sapere come comportarsi. In aggiunta, serviranno competenze di pronto soccorso livello leggermente superiore al base e un minimo di conoscenza dell’anatomia, soprattutto dell’apparato cardio circolatorio e respiratorio.

Va precisato che la figura dell’assistente bagnanti non rientra nell’albo delle professioni sanitarie, quindi rimane un addetto al primo intervento in caso di emergenza, con competenze minime che qualsiasi persona dovrebbe avere. È però obbligato all’intervento in caso di avvistamento in acqua, anche se non è in turno di lavoro. in caso contrario, verrebbe reputato come omissione di soccorso.

I brevetti si distinguono in abilitazione solo da piscina, fiumi e laghi, mare. In questi ultimi casi, ci saranno prove anche sul “pattino”.

Attualmente, inoltre, essendo d’obbligo per le società sportive aver in dote un defibrillatore, all’abilitazione da assistente bagnanti segue conseguentemente l’abilitazione al BLSD.

Il brevetto, oltre a rappresentare un’opportunità professionale quantomeno estiva, è una grande responsabilità in termini generali, in quanto comunque si acquisiscono competenze per l’aiuto del prossimo in caso di necessità. sia in acqua, che fuori dall’acqua.

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