GLI OCCHI ORIENTALI

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a cura del dott. Toselli David

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Un fascino particolare lo riveste l’occhio orientale; ma siete sicuri di saperne l’origine?

La palpebra che ricopre l’occhio fungeva molti millenni fa da isolante termico, permettendo all’occhio di conservare calore e proteggendolo dalla luce, dal vento e dalla sabbia.

Le popolazioni siberiane e dell’Asia centrale sono nomadi in varie zone del continente asiatico e di conseguenza l’occhio, pur restando a mandorla, ha assunto forme leggermente diverse a seconda dell’ambiente circostante e del clima, per questo i popoli dei paesi asiatici hanno occhi più o meno tondeggianti: occhi più “caucasici”, ovvero simili a quelli occidentali, sono tipici di territori temperati e tropicali.

Al tempo stesso ci sono anche tanti europei, in particolare nei paesi del Nord Europa e dell’Est che probabilmente discendono da antenati originari delle pianure della Russia e della Mongolia, che presentano tratti simili agli asiatici, in particolare per quanto riguarda gli occhi.

LA MUTAZIONE GENETICA

Negli ultimi anni però si è fatta strada anche un’altra ipotesi: uno studio ha infatti identificato una mutazione genetica importante avvenuta 35mila anni fa, che si pensa sia all’origine dei tratti distintivi delle popolazioni asiatiche, come la conformazione dei denti, le caratteristiche della pelle e dei capelli, un seno più piccolo, ecc.

Il gene in questione si chiama EDAR e secondo i test effettuati, è stata riscontrata una diversa variante del gene negli asiatici, rispetto ad europei e africani, ma ancora non è stata dimostrata un’effettiva correlazione tra questa mutazione e la forma degli occhi degli asiatici.

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