a cura di Marco Grillenzoni (oggi mi sento M.c.B.)

Quando ci si approccia a svolgere un massaggio, si può agire favorevolmente sia sul corpo, abbassando le tensioni muscolari, che sulla mente. Gli effetti del massaggio possono essere suddivisi in due grandi categorie: effetti meccanici diretti ed effetti riflessi indiretti.

Per quanto riguarda gli Effetti meccanici Diretti, ogni manualità ha un suo focus, una sua ragione e sua applicazione. Nello specifico: lo scivolamento è una prima forma di contatto, la frizione ricerca una profondità di azione favorendo l’azione drenante, l’impastamento serve a detendere la muscolatura, le percussioni e le vibrazioni hanno un ruolo di completare le azioni delle prime tre manualità principali.

PARLIAMO DEGLI EFFETTI

Per quanto riguarda gli effetti riflessi indiretti, vi è una doppia valenza. Da una parte, il trattamento di una zona può apportare un beneficio in un’altra area corporea (es: riflessologia plantare, massaggio connettivale riflessogeno, ecc…). Dall’altra, il massaggio si manifesta con un contatto tra due persone, che, in quel momento preciso, si scambiano sensazioni, energie.

Nasce così una pratica completa, dove ogni operatore può decidere di indirizzare i propri trattamenti verso una forma piuttosto che un’altra. Non tralasciando né un aspetto, né l’altro, ma al contempo, risaltando un aspetto rispetto all’altro.

Le tipologie di massaggio sono innumerevoli, sta solo nella scelta del massaggiatore decidere se formarsi verso una direzione o verso un’altra, incentivando la propria preparazione verso una conoscenza anatomica e una logica clinica o dando risalto alle percezioni sensoriali e alla piacevolezza del tocco espressa dalle proprie manualità.

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