a cura del dott. Toselli David (oggi solo iridologo)

Quanti di voi non hanno mai starnutito appena la luce solare vi ha abbagliato il volto? Si parla di un riflesso molto comune chiamato STARNUTO DA RIFLESSO FOTICO o FOTOPTARMOSI.

Distinguiamo innanzitutto il riflesso fotico dai diversi riflessi :

La fotoptarmosi é un riflesso che ha origini antichissime, tanto che il primo a occuparsene fu Aristotele nell’antica Grecia. Il fenomeno è comunque del tutto innocuo, e per questo il mondo scientifico non si è occupato della sindrome in maniera approfondita.

Solo a partire dalla seconda metà del Novecento, è stata identificata una componente genetica all’origine del riflesso fotico: si tratta infatti di una caratteristica a trasmissione autosomica dominante, il che significa che se uno dei genitori ne soffre, allora ciascun figlio ha una probabilità del 50% di soffrirne.

POSSIAMO PARLARE DI EZIOPATOGENESI ?

Secondo la prima di queste ipotesi, il fenomeno sarebbe legato al sistema nervoso parasimpatico (la parte del sistema nervoso responsabile delle azioni involontarie) che si attiverebbe in seguito alla stimolazione di una luce improvvisa, facendo restringere le pupille, corrucciare la fronte e questo movimento andrebbe ad attivare il meccanismo nervoso che provoca lo starnuto.

Ricordiamoci infatti che sotto della fronte esistono i seni paranasali, frontali e nasali, quindi nel momento di contrazione dei muscoli intrisechi di queste zone si scatena una reazione stimolante le mucose interne a tali “caverne”.

La teoria, però, non spiegherebbe perché il fenomeno riguarda solo alcune persone. La seconda ipotesi riguarda, invece, la distanza tra il nervo ottico e il nervo trigemino (responsabile del riflesso del normale starnuto): secondo questa teoria, nelle persone affette da starnuto riflesso fotico i due nervi si troverebbero anatomicamente più vicini, per cui, quando il nervo ottico viene stimolato da una luce abbastanza forte, il segnale nervoso generato andrebbe a sua volta a stimolare il nervo trigemino, provocando lo starnuto.

La terza ipotesi formulata da Langer, sostiene, invece, che le persone affette da questa sindrome, hanno una corteccia visiva molto più sensibile rispetto alle altre persone, per cui una luce intensa porterebbe il nervo ottico ad essere sovrastimolato, e questo provocherebbe l’attivazione del meccanismo dello starnuto.

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