Essere adolescenti al tempo del Covid

Sono molti i discorsi, gli appelli e i ringraziamenti che i diversi ruoli istituzionali hanno fatto ai “nostri ragazzi”, per l’impegno e la responsabilità che hanno dimostrato durante questo difficile 2020.

Dover rinunciare al gruppo, alla condivisione, anche alla scuola, che è fonte di interazione e senso di appartenenza, sono tutte esperienze che lasceranno un segno sulla maggior parte delle vite dei ragazzi.

Proprio perché durante l’adolescenza le relazioni con la propria cerchia di amici e conoscenti diventa un importantissimo stimolo per i ragazzi, la loro assenza può generare senso di apatia, isolamento, poca motivazione allo studio o per le attività generalmente apprezzate.

Le tecnologie di questo periodo storico ci sono venute in soccorso, permettendo di sentirsi e vedersi con frequenza e attraverso un clic. Così le relazioni importanti hanno potuto galleggiare sulla distanza, ed anche il percorso scolastico non si è interrotto.

Nel presente dei ragazzi è tuttavia frequente riconoscere del malessere, che può assumere forme differenti: ribellione alle regole, apatia, assenza di motivazione verso il futuro, ne sono alcuni esempi.

Procedere nel percorso di conoscenza e costruzione di sé in questa situazione è estremamente difficile, vengono allontanati la maggior parte dei punti fermi in cui si riconoscono abitualmente.

Ciò che è importante come adulti è non trasferire i ragionamenti e le convinzioni che ci stanno aiutando a superare questi mesi ai ragazzi: non possono comprenderle a pieno. Certamente l’età conta, dunque a 13 o a 16 anni è possibile instaurare discorsi e confronti differenti, ma va considerato che il mondo, per i più giovani, assume una forma diversa, le priorità non possono essere omologate a quelle adulte e dunque serve lasciargli uno spazio in cui sentirsi “i più sfortunati”, “i più soli”, “i più incompresi”. Questo e le valvole di sfogo interattive contribuiranno a far sì che riescano a costruirsi una narrazione che dia un senso a questi mesi (impresa non semplice nemmeno per gli adulti).

Dall’altra parte ci possono essere ragazzi che giovano di questo periodo: chi soffre la socialità, chi vive un ambiente scolastico ostile, chi preferisce rifugiarsi nella dimensione virtuale. In questo caso ciò che diventa importane è la costruzione di un equilibrio, di un ponte, tra “dentro” e “fuori”, per evitare quello “shock biografico” al contrario che tanti hanno vissuto dall’inizio del 2020.

Dott.ssa Francesca Turco.

Sito: https://www.francescaturco.eu/

Pagina Facebook: Francesca Turco – Psicologa e Mediatrice

 13 total views,  1 views today

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *