a cura del dott. D’Oria Gabriele (oggi solo osteopata)

L’ernia iatale o jatale o ernia dello iato esofageo, è l’erniazione dello stomaco attraverso il diaframma, dall’addome, sua normale sede, al torace.È una patologia frequente in quanto il 20% della popolazione ha una ernia iatale.Vi sono vari tipi di ernia dello iato esofageo (come nell’immagine).

L’ernia iatale da scivolamento (Tipo I) è la più frequente, si trova principalmente nelle persone obese. La pressione nell’area addominale supera la pressione diaframmatica e lo stomaco tende ad essere spinto verso l’alto, nel mediastino, attraverso lo hiatus diaframmatico.

L’ernia paraesofagea o da rotolamento (Tipo II), consiste in una rotazione dello stomaco lungo la grande curvatura, in modo tale che la parte superiore della stessa fuoriesca attraverso lo hiatus esofageo. Questa tipologia è meno comune, ma è più temibile poiché la giunzione gastro-esofagea rimane nella sua posizione naturale (in una ernia da scivolamento invece la condizione non necessariamente è permanente e quindi il fenomeno può essere reversibile), e l’erniazione del “fondo” dello stomaco porta alla sua compressione tra la parete dello iato e l’esofago. L’ernia iatale da esofago corto presenta l’angolo di His allargato (L’angolo di His è l’angolo acuto che in condizione fisiologica si forma tra esofago addominale e fondo dello stomaco).

Esiste anche l’esofago corto da alterazione chimica della parete esofagea (ingestione accidentale di acidi), che comporta retrazione cicatriziale dell’esofago.; avete mai provato a svegliarvi alla mattina con dolori e bruciore al esofago ?

L’ernia di tipo III (Mista o “Combined sliding-rolling”) è un’ernia iatale con caratteristiche sia di tipo I sia di tipo II, in cui erniano la giunzione gastro-esofagea e il fondo dello stomaco.

L’ernia di tipo IV, nella quale si manifestano ernie anche di altri visceri come il colon e la milza.

PARLIAMO DI SINTOMATOLOGIA

La sintomatologia riguarda il dolore toracico o la pirosi retrosternale ed epigastirca enfatizzati da ingestione di alimenti (alcool, caffè, grassi, fumo, spezie). I sintomi gastrointestinali associati sono: rigurgito, disfagia, odinofagia (dolore al passaggio del bolo alimentare), scialorrea (eccessiva produzione di saliva), senso di sazietà, singhiozzo, rinorrea (ipersecrezione mucosa nasale), dolore pseudo-anginoso. All’anamnesi medica e agli esami diagnostici seguono i test (segno del laccio e segno palpatorio di Manson, test di Rebound e di densità tissutale) e la valutazione globale posturale.

La ricerca scientifica ha dimostrato che problemi organici di natura gastrica hanno spesso una forte componente psicosomatica. Inoltre sintomi come il reflusso, bruciore, senso di nausea, aumentano nei soggetti affetti da disturbi d’ansia e depressione. L’aspetto psicologico, individuando antecedenti e conseguenze emotive del malessere, può risultare un’opportunità per gestire al meglio le crisi e limitare l’effetto invalidante.

A livello simbolico, il bruciore toracico altro non è che “un fuoco dentro”, un’aggressività repressa che rimane latente per l’incapacità del soggetto che ne soffre di manifestare verso l’esterno le proprie insoddisfazione nei confronti di situazioni “non digerite”. Non essendo in grado di manifestare e sfogare le proprie pulsioni all’esterno, il soggetto trattiene tutto dentro e lo rimanda indietro, contro sé stesso, in una forma di auto-aggressività.

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