È POSSIBILE SMETTERE DI ESSERE BAMBINI?

a cura di Turco Francesca

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Partiamo con uno spoiler, si… e no.

Con questo articolo apriamo una rubrica rivolta ai nostri ragazzi, coloro che si stanno avvicinando all’adolescenza e che si trovano pieni di domande su “come fare a non essere più bambini” e coloro che si stanno avvicinando alla fine di questo periodo e che si pongono domande su “come si fa a diventare adulti”. Diversi temi, simili incertezze.

Questo primo articolo si rivolge ai cosiddetti preadolescenti. Coloro che dagli 8/9 anni si incamminano verso le scuole medie, verso l’uso dei primi social, verso le prime uscite in gruppi, verso la sperimentazione delle prime autonomie.

Ci rivolgiamo anche a chi gli è vicino però, a chi ricopre un ruolo educativo o familiare, comunque di cura verso di loro e la loro crescita.

Quel periodo di età che va dagli 8/9 anni ai 12/13 è caratterizzato da una maturazione del pensieri dei ragazzi, a fronte di cambiamenti biologici e sociali, come l’essere messi di fronte a nuove responsabilità sul fronte scolastico, l’iniziale interesse per l’aggregazione con i propri pari, i confronti con i fratelli minori o maggiori se presenti. Questa è anche l’età in cui si diversificano gli interessi personali, in cui si inizia a ragionare sulla domanda “cosa vorrei fare da grande?”, e non è mica poco! Tutto ciò può fare molta paura.

Inoltre, in particolare per le ragazze ma non esclusivamente, questo periodo di vita corrisponde ad uno spietato iniziale confronto con le proprie pari, nella gara allo sviluppo, al cambiamento corporeo, allo stare al passo con le mode, aspetti che fino a poco prima non gravavano sulle loro vite.

Questi aspetti evolutivi assumono un ruolo importante perché gettano le basi per l’idea che ogni ragazzo e ragazza avrà di sé quando interagisce con i compagni di classe, i compagni di squadra, gli amici, ma anche i docenti e le altre figure di riferimento.

Alcune delle principali difficoltà che in questa fase della vita possono essere incontrate fanno infatti  riferimento al riconoscimento di nuove parti di sé e nuove emozioni. È probabile provare grandi momenti di tristezza ed altri di forte determinazioni, ritrovarsi a penare in astratto al mondo e alla propria vita e non sapere perché. Questo può frastornare, può rendere incerti. Si può anche ritrovarsi a “guardarsi” dall’esterno, chiedendosi cosa fare in una certa situazione, magari nuova, o di fronte ad un compito mai avuto prima da parte degli adulti.

La società richiede che vi sia uno sviluppo, la cosiddetta maturazione, sia sul piano personale (per esempio nello studio) che sociale.

Non abbiate paura di essere spaventati. Non temete di parlare dei vostri dubbi con gli adulti che vi circondano o i ragazzi un po’ più grandi di cui sapete di potervi fidare. Capire come “fare a non essere più bambini” è un percorso che si nutre di consigli, confronto, parole di rassicurazione ed anche di sgridate quando necessario, è normale, e sano!

E che cosa dire agli adulti? Ai docenti, maestri o professori, ai genitori e ai nonni, agli allenatori e agli amici di famiglia possiamo dire: fate le orecchie di Dumbo. Antenne dritte, perché un’adolescente che sbraita o piange per casa è più semplice da intercettare di un “bambino che non è più un bambino ma che ancora non considerate come un ragazzo” che guarda il mondo in silenzio, magari con lo sguardo un po’ triste.

Fategli capire che le loro incertezze sono lecite, che con voi possono parlare di tutto, senza dover dare per scontato di “sapere”, saper fare e saper essere: non sono adulti in miniatura.

Inoltre, verso la quarta elementare non è raro incontrare dei cali nel profitto scolastico, è tutto parte di un processo di crescita che può mostrarsi anche in questa forma. Non allarmarsi, non sgridare eccessivamente, ma accompagnare e affiancare, in modo creativo, condividendo sempre nuovi modi di essere anche a scuola e di approcciarsi allo studio ed ai compiti.

Il percorso per diventare grandi è iniziato, che nessuno abbia fretta! Arriveremo dove siamo destinati ad arrivare e anche oltre. Ma per farlo è necessario essere accompagnati da chi la strada l’ha già fatta, e la direzione la conosce.

Dott.ssa Francesca Turco.

Sito: https://www.francescaturco.eu/

Pagina Facebook: Francesca Turco – Psicologa e Mediatrice

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