A cura del dott. Toselli David (iridologo, osteopata, fisioterapista, chinesiologo, terapista della diastasi addominale)

E’ rocambolesco eppur affascinante l’interesse che l’iride dimostra nei confronti dei vari settori del corpo umano, specialmente per quanto riguarda la componente viscerale.

In questo caso è facilmente distinguibile come segni clinici le differenze tra i tratti del colon.

Per mera nozione scientifica il colon si distingue in :

  • Colon ascendente
  • Colon trasverso
  • Colon discendente
  • Colon sigmoideo
  • Colon retto

 

Come spiegavo la settimana scorsa la trama di riferimento sull’iride è corrispondente con il settore compreso tra pupilla e collaretto (siepe).

Il tratto caratteristico che distingue un settore maggiormente esposto è “l’allargamento” del settore corrispondente. I quadranti, suddivisi come le ore dell’orologio, danno indicazione anche del settore corrispondente del colon.

Questa immagine racconta la disposizione appunto dell’intero sistema del colon. Teniamo conto che nell’occhio destro l’immagine è questa, mentre nell’occhio sinistro l’immagine è specchiata (quindi il tratto discendente sarà a sinistra rappresentato).

Questa immagine rappresenta una indicazione di ingrossamento del colon ascendente (quadrante 7-8-9-10), in quanto poi il tessuto presenta una stesura a forma di lacune (rigonfiamenti a forma di foglia) prima della siepe (linea di demarcazione dell’ambiente viscerale con quello del mondo esterno.

Stessa esemplificazione per indicare invece l’iper sviluppo del colon discendente (quadrante 2-3-4). La freccia indica una bozza rotondeggiante, segno distinto di infiammazione del tessuto. In questo caso in effetti possiamo distinguere che esistono diverse zone con abbozzi rotondeggianti, quindi è da chiedere al paziente se è soggetto a dolori addominali, o spasmi o coliti. Nel caso si sospetta possibili malassorbimenti.

Distintamente da tutto il resto dei tratti colici, il retto prende un nitido settore quasi verticale come la sua conformazione. Sappiamo che il retto è l’ultimo tratto, adibito per l’espulsione delle feci e per il mantenimento delle pressioni esercitanti sull’intestino complessivamente.

In questo caso di iride complessivamente linfatica (colore chiaro) si distingue dalla freccia un segno poco sviluppato ma quasi assomigliante un solco. Teniamo presente che il colon retto è nettamente posteriorizzato, quindi la profondità è dovuta a questo fattore nella maggior parte dei casi.

Evidenziare una tipica infiammazione o una possibile disfunzione del colon retto è possibile in base a quello che si trova nel tessuto stesso. La figura sovrastante ha in risalto (vedi freccia) una consistente lacuna, che preannuncia un colon retto con caratteristiche ereditate da qualche generazione precedente. Attenzione a non confonderla con una sintomatica patologia colica, in quanto creeremo falsi allarmismi.

Una siepe invece che si distingue con un colore giallastro arancione può mettere in evidenza un tratto di colon retto più infiammato. A volte il colon retto, a differenza degli altri tratti intestinali, reagisce a infiammazioni o intossicazioni per vicinanza di altre zone infiammate o intossicate. In vicinanza infatti (quadrante 7) si nota una macchia di colore marrone piena di tossine, forse di origine epatica. Prettamente di natura sistemica, ricordiamo che fegato e colon retto sono in relazione a livello vascolare, in quanto un fegato appesantito cerca di scaricare sul retto a livello vascolare.

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