a cura del dott. Toselli David (iridologo, osteopata, fisioterapista, chinesiologo, terapista della diastasi addominale)

Il grasso viscerale si può vedere anche nell’occhio. L’iride infatti é uno specchio del nostro corpo interiore.

Ma se dal semplice grasso viscerale ci fosse una patologia più sistemica? Cosa vedremmo? Scopritelo con me.

La dislipidemia corrisponde all’aumento del livello di colesterolo plasmatico, dei trigliceridi o di entrambi, o un basso livello lipoproteico ad alta densità, che contribuisce allo sviluppo dell’aterosclerosi. Le cause possono essere primarie (genetiche) o secondarie.

La diagnosi si stabilisce misurando i livelli plasmatici del colesterolo totale, dei trigliceridi e delle singole lipoproteine. Il trattamento prevede cambiamenti dietetici, esercizio fisico e farmaci che riducono i lipidi.

Nell’iride il segno più importante é il cambiamento della trama dell’iride, diffusa e omogenea con colorito biancastro.

Non esiste alcuna interruzione naturale tra i livelli lipidici normali e quelli anormali perché le misurazioni dei lipidi sono continue. Una relazione lineare esiste tra i livelli lipidici e il rischio cardiovascolare, per questo motivo tante persone con livelli di colesterolo “normali” beneficiano raggiungendo livelli ancora più bassi. Di conseguenza, non esistono definizioni numeriche di dislipidemia. Stesso discorso consegue nell’iride; non esiste un modello predefinito di dislipidemia che caratterizza la trama iridea.

I livelli di HDL non sempre prevedono il rischio cardiovascolare. Ad esempio, i livelli elevati di HDL causati da alcuni disturbi genetici non possono proteggere da disturbi cardiovascolari e bassi livelli di HDL causati da alcuni disturbi genetici, non possono aumentare il rischio di disturbi cardiovascolari. Si parla quindi di SINDROME METABOLICA in iridologia.

CLASSIFICAZIONE

Le dislipidemie sono state tradizionalmente classificate in base ai modelli di elevazione dei lipidi e delle lipoproteine. Un sistema più pratico le categorizza come primarie o secondarie e le classifica in:

  • Ipercolesterolemia pura o isolata, quando gli aumenti avvengono solo per il colesterolo.
  • Ipertrigliceridemia pura o isolata, quando aumentano solo i trigliceridi.
  • Iperlipidemia mista o combinata, quando aumentano entrambi.

Questo sistema non tiene conto di anomalie specifiche delle lipoproteine ​​(ad esempio, basso HDL o LDL elevato), che potrebbero contribuire alla malattia nonostante i normali livelli di colesterolo e trigliceridi.

 

CAUSE SCATENANTI

Le cause primarie (genetiche) e le cause secondarie (stile di vita) contribuiscono a provocare dislipidemie in vari gradi.

Cause primarie

Le cause primarie sono le mutazioni del gene singolo o multiplo che provocano la sovrapproduzione o la disfunzione del colesterolo LDL e dei trigliceridi o la sottoproduzione o l’eccessiva clearance dell’HDL. In questi soggetti i depositi di HDL mettono in risalto la SIEPE nell’iride, come se la trama fosse in un sottolivello rispetto al settore relativo al sistema digerente (zona attorno della pupilla).

Cause secondarie

Le cause secondarie contribuiscono a molti casi. La causa secondaria più importante nei Paesi sviluppati è uno stile di vita sedentario con eccessiva dieta a base grassi saturi, colesterolo e grassi trans. I grassi trans sono acidi grassi polinsaturi o monoinsaturi a cui sono stati aggiunti atomi di idrogeno; sono utilizzati in molti alimenti trasformati.

Altre cause secondarie comuni includono:

  • Diabete mellito
  • Sovradosaggio di alcol
  • Malattia renale cronica
  • Ipotiroidismo
  • Cirrosi biliare primaria e altre malattie epatiche
  • Farmaci come beta-bloccanti, retinoidi, agenti antiretrovirali altamente attivi, ciclosporina, estrogeni, progestinici e glucocorticoidi

Le cause secondarie di bassi livelli di colesterolo HDL includono fumo di sigarette, steroidi anabolizzanti, infezione da HIV e sindrome nefrotica.

Il diabete è una causa secondaria particolarmente significativa in quanto i pazienti tendono ad avere una combinazione aterogena di trigliceridi elevati, frazioni piccole e dense di LDL e bassa di HDL. I pazienti con diabete di tipo 2 sono particolarmente a rischio. La combinazione può essere una conseguenza dell’obesità, del cattivo controllo del diabete o di entrambi, che possono aumentare gli acidi grassi liberi circolanti, portando ad una maggiore produzione di lipoproteine ​​epatica a bassa densità. La dislipidemia diabetica è spesso esacerbata dall’aumento di apporto calorico e dall’inattività fisica che caratterizza lo stile di vita di alcuni pazienti con diabete di tipo 2.

 

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