Articolo del collega dott. Gabriele D’Oria.

La respirazione attraverso le narici nasali è interconnessa alla deglutizione per il corretto sviluppo dell’apparato stomatognatico e dell’apparato respiratorio.
In un minuto si hanno 16 atti respiratori e si deglutisce ogni 45″.
La respirazione fisiologica nasale limita patologie come l’asma, riniti, infezioni delle vie respiratorie ed otiti.
La respirazione orale presenta due tipi di disfunzione:
1) ostacolo alla respirazione con blocco nasale che comporta una classe II dentale di Angle con palato ogivale e morso crociato (soggetto “adenoideo”);
2) ostacolo tonsillare che comporta una classe III dentale di Angle con il mascellare stretto e incisivi inferiori diastemati (soggetto “tonsillare”).


In base alla classe dentale (II o III di Angle) il sistema discendete si configura con primarietà sull’ATM (articolazione temporo-mandibolare) fino all’appoggio podalico dando vita a catene disunzionali.


Dal punto di vista psicologico respirare è “far entrare” l’essenza di cose e persone delle quali si può accettare o rifiutare il contatto. Gli stati emozionali modificano la frequenza e la profondità del respiro che ha inizio alla nascita con il primo vagito.
La potenzialità respiratoria è utilizzata per un 25-30% dalla maggior parte degli individui.
La respirazione orale è una paura di mancanza di aria.
Gli esercizi respiratori mirati all’aumento della capacità ed alla consapevolezza respiratoria possono accrescere il benessere psico-fisico.

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