a cura del dott. Marco Grillenzoni (oggi solo chinesiologo)

Da vedere è bellissimo: mobilità, elasticità ma anche potenza ed energia. tutto in un’unica nuotata. Questo è il Delfino, conosciuto in gara come Butterfly.

E’ uno stile che viene impostato fino in tenera età ma che può esprimersi solo più avanti nel tempo, in quanto la componente atletica è comunque determinante.

Bello da osservare, faticoso da praticare. oltre a un’ottima mobilità di bacino e un buon controllo del tratto lombare e di tutto il rachide, questo stile impiega notevolmente un’ampia gamma muscolare (pettorali, bicipiti, subscapolari, ecc…) che deve essere organizzata in una precisa coordinazione.

Ogni bracciata completa prevede due battute di gambe, ogni due cicli completi, una respirazione. non facile conciliare il tutto: spesso risulta molto difficile da comprendere concettualmente, da imparare ancora più impegnativo.

Questa difficoltà si contrappone a una minor concorrenza agonistica, in quanto i delfinisti sono numericamente inferiori rispetto ad altri stili competitivi.

Fluidità umana in un’ambiente acquatico. questo stile non poteva che prendere il nome da un’animale strepitoso.

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