ulcera gastrica osteomagazine 2020

a cura del dott. Gabriele D’Oria (oggi solo osteopata)

La gastrite è un processo infiammatorio, acuto o cronico, della parete gastrica.La gastrite può essere acuta ed è dovuta ad eccessi alimentare di cibi piccanti, insaccati, iperlipidici ed irritanti per la mucosa gastrica.

Anche l’alcol, il fumo e l’abuso di FANS possono indurre all’infiammazione. La gastrite cronica è dovuta principalmente ad infezioni sostenute da Helicobacter pylori e secondariamente da altri fattori come AIDS, insufficienza renale ed epatica, disturbi psicosomatici, Morbo di Crohn e malattie autoimmuni.

L’ulcera peptica o gastrica è un’erosione, più o meno profonda, del rivestimento interno dello stomaco fino allo strato muscolare. Questo tipo di ulcerazione possiede generalmente una forma tondeggiante ed è riconducibile all’azione corrosiva dei succhi gastrici acidi prodotti dallo stesso stomaco.

Il sintomo principale che accomuna le due patologie è il bruciore allo stomaco con differenziazione nell’insorgenza algica. Con la gastrite si ha bruciore a digiuno in quanto il Ph dello stomaco è 2.5 e infiamma la mucosa gastrica che è la parte superficiale colpita dalla gastrite. Con ingestione di cibo il ph sale a 4-4.5 e il bruciore diminuisce dando sensazione di sollievo.

Con l’ulcera lo strato interessato è quello muscolare più profondo e il dolore compare durante il pasto o poco dopo in quanto con la peristalsi e il movimento muscolare lo strato profondo viene intaccato e si ha l’infiammazione.Per una accurata diagnosi differenziale è opportuna una valutazione medica specialistica approfondita ed esami diagnostici (gastroscopia, Rx con contrasto di bario per vedere la perforazione, TAC, biopsia, test helicobacter pylori, etc.).

TIPOLOGIE DI TRATTAMENTO

Il trattamento medico riguarda l’eradicazione della causa tramite antibiotici (utilizzati per l’helicobacter pylori) e inibitori di pompa protonica (sempre meno utilizzati a favore di integratori a base di zenzero) nella gastrite. Nell’ulcera si può arrivare alla chirurgia (resezione dell’ulcera o emostasi se c’è sanguinamento) quando l’ulcerazione è profonda e si rischia la perforazione (passaggio da organo a cavità) e/o la penetrazione (passaggio da organo a organo).

È opportuno cambiare gli stili di vita con una corretta alimentazione con riduzione dell’apporto alimentare alcolico, di spezie, bevande gassate, ridurre i FANS e il fumo. Inoltre l’attività motoria ripristina la motilità del tubo digerente facilitando la digestione.

A livello psicologico si può intervenire riducendo gli stati ansiogeni e la condizione di stress causata dall’attività lavorativa utilizzando varie tecniche di rilassamento (dal training autogeno alle tecniche respiratorie). Nella medicina manuale si interviene con un trattamento globale, fasciale, neurovegetativo per ripristinare l’omeostasi.

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