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CAPOEIRA

a cura del Dott.Grillenzoni Marco

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Mischiare musica, eleganza, sport, acrobazie e livelli prestativi è possibile? Assolutamente sì…la sua rappresentazione migliore probabilmente viene fornita dalla Capoeira.

Attualmente più che uno sport viene definita come un vero e proprio “gioco”, ma essa può essere annoverata fra le attività ad alto livello di difficoltà, certo non ideale per tutte le persone. Serve infatti forte elasticità muscolare, mobilità articolare, coordinazione e tanto, tanto allenamento.

La capoeira (=capriola) è nata come arte marziale brasiliana caratterizzata dall’utilizzo quasi esclusivo della parte inferiore del corpo per attaccare e difendere, ma a differenza di altre attività dove il corpo umano rimane in posizione naturale (piedi al suolo), in questo caso sono le mani che fanno da appoggio con le gambe protagoniste di tutti i movimenti.

Nata in Brasile un po’ per caso, con lo scopo di mascherare attraverso una danza a ritmo di strumentazione quasi rudimentale un intrattenimento degli schiavi che erano incatenati, in realtà era una sorta di allenamento celato per una possibile rivolta. In effetti, una volta liberati, essi erano in grado, attraverso l’agilità appresa, di disarcionare soldati a cavallo a piedi e mano liberi. Gli schiavi, ormai senza catene (con un peso in meno e con la completa libertà di azione), diventavano delle autentiche furie, delle armi da guerra umane.

Oggi questa arte marziale è stata trasformata in una danza, in una coreografia acrobatica improvvisata e senza spartito dove in Brasile, sia gli adulti che i bambini sono possibili da ammirare mentre si esercitano in spiaggia, in strada o nei centri adibiti agli allenamenti.

In Italia è arrivata tardi, è presente da circa vent’anni. Alcuni maestri brasiliani di spicco hanno appassionato diverse persone, riuscendo a portare il movimento della capoeira anche in piccoli paesi di provincia, dopo aver adeguatamente formato i propri allievi italiani portandoli ad un livello prestativo importante.

La curiosità è che, a tutti, sin da subito, viene fornito un apelido, un soprannome, per far intendere che nella rueda, quando si gioca, si è tutti uguali, nonostante le differenze di livello (dato dalle cinture), esperienza e preparazione.

Oggi ha avuto una sua espansione, ma al momento non ha ancora ottenuto una crescita così significativa come altre attività quali crossfit, chalistenics, muay thai, ecc… essendo appunto a corpo libero dove servono differenti qualità, non può cattuare una fetta di popolazione alta, ma certo può permettersi una preparazione fisico atletica di qualità.

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