CALCIO e INFLUENZA SOCIALE

a cura di Marco Grillenzoni… oggi mi sento Sociologo

il calcio in Italia è lo sport principale, ormai è risaputo. Insieme alla Formula uno, probabilmente, è quell’attività che raccoglie il maggior numero di tifosi. È infatti comune vedere nei prati di paese ragazzi o amatori che si sfidano con un pallone fra di loro.

La cosa però più curiosa è che alcuni modi di dire del calcio o delle telecronache calciste sono stati trasportati nella vita comune, entrando a far parte della nostra Cultura quotidiana.

I MODI DI DIRE…

“mi sono rifugiato in corner”, per sottolineare un’azione nel quale non avevo soluzione ma si è optato per una scorciatoia.

“gli sono entrati in tackle”, per far intendere che ho affrontato una situazione in maniera grintosa.

“ho preso la palla al balzo”, per far capire quando ci è arrivata un’opportunità incredibile.

“l’ho presa di petto”, che indica un momento in cui ho affrontato un evento con consapevolezza e maturità.

“l’ho marcata a uomo”, quando si vuol segnalare che hai monitorato le azioni di un tuo compagno/a dall’inizio alla fine.

“Mi son salvato nel rush finale”, quando ho risolto una situazione all’ultimo istante.

“ho appeso le scarpe al chiodo”, indicando la fine di una determinata carriera.

“mi hai preso in contropiede”, per indicare quando mi è stato rivolto qualche affermazione che non ci si aspettava

“sei un bomber” per indicare un ragazzo di valore

“ho dribblato il problema”

“ho pareggiato una situazione complessa”

“è stata una vittoria sudata”

Ecc… ecc… ecc…

Forse non sarà lo sport più amato da tutti, ma sicuramente è lo sport che più influenza il linguaggio della nostra società.

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