a cura del dott. Toselli David (oggi solo in versione matrix)

Un gruppo di ricercatori del MIT ha scoperto come utilizzare la corrente elettricita generata dal corpo umano (e adoperata dal sistema nervoso), tramite un piccolo chip che ha dimostrato di essere in grado di raccogliere l’elettricità per alimentarsi. 

Il primo test è stato eseguito su dei maiali: il chip è stato impiantato nell’orecchio interno degli animali, vicino alla coclea, che ha il compito di trasformare le onde sonore in segnali elettrici. Per controllarne il funzionamento, il chip è stato dotato di circuiti in grado di rilevare alcune sostanze chimiche; i dati sono poi stati trasmessi a un ricevitore esterno tramite onde radio.

L’esperimento ha avuto pieno successo, consentendo inoltre agli animali di mantenere l’udito (una delle preoccupazioni dei ricercatori era che il chip compromettesse la capacità di udire: per questo raccoglie solo una frazione dell’elettricità); in questo modo si apre la possibilità di impiantare dispositivi medici che non hanno bisogno di batteria. Bisogna tuttavia tenere presente che il voltaggio rilevato nella coclea, sebbene sia il più alto nel corpo umano, è estremamente basso; per poter alimentare il trasmettitore radio, infatti, il chip è stato dotato dei circuiti necessari a raccogliere l’elettricità e ad accumularla in un condensatore. Dato che il voltaggio di una batteria biologica quale è il corpo umano non resta costante, servono tra i 40 secondi e i 4 minuti per raccogliere l’energia sufficiente per trasmettere. (Fonte Zeus, 2012)

A cosa serve questa sperimentazione?

Impropriamente riferita ad esperimenti animali, negli ultimi anni si sentono sempre più sperimentazioni sull’essere umano. Il visionario Elon Musk, fondatore di Tesla, ha ipotizzato (e speriamo non l’abbia già messo in atto) che nel corpo umano, a livello del tronco encefalico, passa talmente tanta corrente elettrica tra le innumerevoli sinapsi neurologiche, che il voltaggio potrebbe raggiungere quello di una pila Stilo AAA. Se così fosse il passo verso un impianto fisso di ricezione degli algoritmi matematici o di funzioni informatiche sofisticate non sarebbe una fantasticheria….ma per ora rimaniamo ancora coi piedi per terra. Sperimentare si può, ma trasformarsi in macchina non é giusto.

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