Questo acronimo significa autonomous sensory meridian response (“risposta sensoriale apicale autonoma”). È una sigla che sempre più si sta diffondendo nella nostra cultura, ma che per ora rimane un mistero per molti.

L’ASMR non è una pratica, come per esempio lo joga o la mindfullness, bensì una sensazione sinestesica, una risposta fisiologica a certe stimolazioni sensoriali. Si tratta di una sorta di formicolio che può essere percepito in varie parti del corpo, solitamente dietro la nuca e lungo la schiena, spesso accompagnata da uno stato di rilassamento fisico e mentale (c’è chi parla di sonnolenza).

Un esempio riconoscibile da molti è la sensazione provata quando qualcuno ci accarezza i capelli.

COME FARE PER PROVARLO:

Per elicitare questo insieme di sensazioni le fonti possono essere diverse: ricordi, pensieri o idee, ma soprattutto stimoli di natura visiva, uditiva o tattile, percepiti in modo attivo o passivo (vedendo, ascoltando o producendoli).

Sono diversi gli studi (nati dall’Università di Yale) che si stanno compiendo in merito a queste “percezioni”, per i loro effetti benefici in situazioni di forte stress. Si ipotizza infatti che il contatto prolungato (nell’ordine di 30 minuti) con stimoli che permettano di esperire la risposta ASMR possa costruire una traccia mnestica associata a certo suoni, elementi visivi o sensazioni, che nel tempo può essere richiamata dagli individui “a bisogno”, per calmarsi in momenti di agitazione e perfino di panico.

MA… FUNZIONA DAVVERO?

È importante sottolineare come ad oggi non esistano ancora studi che comprovino alcuna efficacia terapeutica dell’ASMR, quindi non è possibile asserire che apporti effettivi benefici “clinici” nell’ambito del sentire psicologico, che vadano oltre al mero rilassamento ed alla piacevolezza.

Si tratta tuttavia di un fenomeno interessante, un’esperienza che può essere utile “testare” per capire a quali stimolazioni sensoriali si è più ricettivi per esempio. È molto ricercato soprattutto da coloro che soffrono di insonnia: ascoltare tracce audio pensate appositamente per produrre ASMR è una pratica che ha qualcosa in comune alla meditazione (con tanto di sperimentazioni di veri e propri protocolli di suoni in particolari sequenze), motivo per cui l’effetto calmante può contribuire al rilassamento e all’abbassamento del “tono” di certe preoccupazioni prima di andare a dormire.

Funziona con tutti? La risposta è no! Ci sono persone che si dicono disturbate dall’ascolto di tracce “ASMR”, che reagiscono innervosendosi o scoppiando a ridere, tuttavia con il tempo alcuni incominciano a provare l’effetto ASMR sporadicamente e a trarne qualche beneficio.

Anche i risvolti culturali dell’ASMR sono interessanti: ad oggi si contano centinaia di canali youtube adibiti a questa tecnica dove, e sono soprattutto ragazzi molto giovani, i creatori di contenuti mettono alla prova la loro creatività per proporre sempre nuovi “triggers” (le stimolazioni uditive o visive che producono l’effetto ASMR).

È PERICOLOSO?

In internet circolano alcuni articoli in cui si ipotizza che possa instaurarsi una vera e propria dipendenza da ASMR. Tuttavia ancora non è stato prodotto alcuno studio scientifico in merito. I fenomeni che si sono potuti osservare, attraverso la lettura di diverse testimonianze di “utilizzatori dell’ASMR” sono: una sorta di abituazione per certi stimoli, che nel tempo divengono più ricercati di altri; un aumento dell’efficacia progressiva nell’uso serale per addormentarsi (per la costruzione di una traccia mnestica che connette certi stimoli sensoriali all’esperienza del benessere e del sonno).

Dott.ssa Francesca Turco.

Sito: https://www.francescaturco.eu/

Pagina Facebook: Francesca Turco – Psicologa e Mediatrice

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