ASIMMETRIE DEL BACINO

a cura del dott. D’Oria Gabriele (osteopata, fisioterapista, massofisioterapista, posturologo, chinesiologo)

Arrivando alla soglia dei 50 anni ci si accorge che molte donne hanno notevoli asimmetrie del bacino.

Ma perché si rilevano tali disfunzioni ? Cerchiamo di dare qualche suggerimento al caso. Seguitemi.

Il bacino dal punto di vista anatomico fa parte della parte superiore del corpo, ma a livello funzionale rientra nella parte inferiore, visto che i suoi movimenti sono maggiormente legati agli arti inferiori. Sono questi infatti che risentono maggiormente dei problemi posturali del bacino, così come l’articolazione dell’anca.

  • Dismetria degli arti inferiori, anche detta “finta gamba corta/lunga”: il bacino asimmetrico dà la sensazione di avere una gamba più lunga dell’altra, anche se in realtà non è così perché l’accorciamento o l’allungamento è di tipo funzionale, non strutturale-anatomico. Si genera un compenso posturale che sovraccarica il lato della “gamba corta”.
  • Maggiore sollecitazione delle articolazioni: anca, sacro-iliaco, ginocchio e caviglia subiscono un carico maggiore, perchè il peso è gestito in maniera differente tra i due lati del corpo. I problemi alle varie articolazioni e ai distretti correlati si sviluppano come circolo vizioso di compensazioni.
  • Alterazione delle curve della colonna: accade soprattutto sul piano sagittale, con maggior sovraccarico in alcuni punti, fino al tratto cervicale. Come conseguenza possono insorgere problemi più o meno gravi, ad esempio una scoliosi funzionale, ernie al disco, lombalgie e deformità vertebrali.
  • Cronicizzazione dei dolori e infiammazioni.

COME SI POTREBBE INTERVENIRE IN TALE SITUAZIONE DISFUNZIONALE ?

La fase dei test di valutazione è fondamentale per capire quale sia la causa originaria perchè è lì che si deve agire; nei casi in cui il problema derivi da difetti all’apparato stomatognatico (dentatura e masticazione) è necessario indirizzare il soggetto ad uno specialista (ortodonzista o odontoiatra chirurgo)

I terapisti attuano trattamenti che mirano a riallineare il bacino con tecniche manuali, allungamenti o massaggi specifici. Gli effetti di queste manipolazioni e la riduzione del dolore sono efficaci ma temporanei, perché il problema posturale originario resta invariato.

Per questo è necessario integrare la terapia manipolativa fisioterapica (proporzionale con l’incidenza della disfunzione) con una ginnastica posturale dapprima specifica, che agisca sull’origine del problema, e poi progressiva, in grado di far interiorizzare le posture corrette ed evitare che i difetti si ripresentino. Se il sistema muscolo-scheletrico non viene considerato e trattato nel suo insieme, non si arriva a una soluzione duratura.

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