a cura del dott. Toselli David (oggi solo chinesiologo)

Articolo aggiunto in https://www.osteomagazine.it/articoli-2020

Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), per “attività fisica” si intende “qualunque movimento determinato dal sistema muscolo-scheletrico che si traduce in un dispendio energetico superiore a quello delle condizioni di riposo”.

Con il termine di “esercizio fisico” si intende invece l’attività fisica in forma strutturata, pianificata ed eseguita regolarmente.

Fitness significa molto di più che semplice allenamento: è uno stile di vita, che include anche una dieta equilibrata e abitudini sane, oltre alla giusta quantità di allenamento.

Il nostro sistema endocrino risponde alle attività motorie di una certa entità cercando di fornire il miglior adattamento possibile alle mutate condizioni fisiche.

Lo sport determina un aumento della produzione da parte dell’organismo di endorfine che generano un potente effetto benessere, che non si avverte solo durante l’allenamento riducendo la sensazione di fatica, ma che si protrae anche dopo. La sensazione di benessere è dovuta anche alla dopamina, un neurotrasmettitore che agisce sulla motivazione e la capacità di essere costanti negli allenamenti.

Lo sport è utile anche per aumentare l’autostima, permette di gestire stress, pensieri ossessivi, ansia, depressione, si diventa meno irritabili e nervosi, oltre che più produttivi e concentrati sul lavoro.

Quando ci alleniamo il nostro sistema endocrino mette in atto una serie di adattamenti, soggettivi, che permettono al nostro organismo di avere sempre energie a disposizione. Questi adattamenti riguardano quegli ormoni (come l’insulina) che mostrano un andamento decrescente, e quelli (come GH, catecolamine, glucacone e cortisolo) che invece mostrano un andamento di tipo crescente. Questi ultimi vengono definiti ormoni controregolatori.

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L’esercizio fisico andrebbe prescritto come una medicina, perché il movimento può essere altrettanto efficace di un farmaco, ma non sempre viene preso sul serio.

ATTIVITA’ FISICA PER ALLUNGARE LA VITA…

L’individuo allenato alla resistenza utilizza proporzionalmente più acidi grassi e meno carboidrati. In questo modo, una data scorta di glicogeno durerà più a lungo migliorando conseguentemente la resistenza allo sforzo.

Le cellule muscolari, infatti, sono particolarmente sensibili ai loro depositi endogeni di glicogeno e quando questi sono esauriti un lavoro abbastanza intenso non può più essere continuato.

L’inattività fisica influenza negativamente in :

  • forza del muscolo,
  • la composizione dell’osso e delle articolazioni,
  • diminuiscono le forze dei legamenti
  • diminuisce la tensione dei tendini

Nel sedentario con l’invecchiamento c’è la tendenza ad avere elevati livelli di glucosio nel sangue causati, il più delle volte, da una eccessiva concentrazione plasmatica di insulina. L’esercizio fisico abituale riduce invece l’iperinsulinemia di base sia tramite una aumentata metabolizzazione (eliminazione) dell’ormone sia per effetto di una diminuita secrezione.

L’incremento del grasso corporeo è la conseguenza di uno sbilancio dell’omeostasi (equilibrio) in cui l’introito calorico supera il dispendio.

Poiché la capacità di immagazzinamento dell’energia calorica sotto forma di carboidrati è estremamente ridotta (circa 1000 Kcal), tutte le calorie in eccesso vengono depositate sotto forma di trigliceridi negli adipociti.

L’esercizio fisico sollecitando il metabolismo aerobico a livello del muscolo scheletrico induce una aumentata mobilizzazione e utilizzazione ossidativa dei trigliceridi contenuti negli adipociti, con conseguente riduzione del peso corporeo.

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