a cura della dott.ssa Turco Francesca avatar dott.ssa Turco Francesca osteomagazine 2020 (psicologa mediatrice)

Oggi vogliamo parlare di un argomento molto utile, ovvero alimentazione e benessere.

Lo sapevate che se uno dei due elementi va male pure l’altro ne consegue in negativo?

Provate a chiedervi:

Che spazio concedo nelle mie giornate all’alimentazione?

Quando decido che cosa mangerò e come avviene questa scelta?

Come organizzo i pasti e la loro preparazione?

Quali sono le condizioni ed i tempi in cui consumo i pasti?

Può essere che serva un po’ di tempo per rispondere e questo avviene perché molto, troppo spesso i momenti dedicati all’alimentazione vengono assorbiti dalla routine del lavoro e dagli impegni della giornata, rischiando di perdere unicità ed attenzione consapevole.

Ma come poter individuare che cosa è necessario trasformare del nostro stile alimentare per migliorare il rapporto con il cibo (e con il nostro corpo)? Dal punto di vista cognitivo ed emotivo è importante imparare a riconoscere, per poterli trasformare, alcuni meccanismi che si innescano quando pensiamo a ciò che vorremmo per il nostro rapporto col cibo.

TRAPPOLE E SOLUZIONI “FALLIMENTARI”…VEDIAMOLE

1)La prima e più frequente è il divieto ed il conseguente abbandono del piacere. Associare l’alimentazione sana alla rinuncia del piacere connesso al cibo, innesca un aumento del desiderio di quello che ci stiamo negando. Trasformare il divieto in un utilizzo controllato e piacevole di certi cibi permetterà di evitare l’effetto “trasgressione” ed un utilizzo incontrollato.

2)La seconda è data dall’illusione di un successo raggiunto attraverso un grande sforzo (per esempio una rigida restrizione calorica per un mese) che nel lungo periodo non risulta sostenibile, riconducendo velocemente alle vecchie abitudini alimentari ed a una perdita dei benefici ottenuti. Al contrario pianificare, con il supporto di figure professionali competenti, un periodo di trasformazione del proprio stile alimentare è sicuramente un processo complesso, ma che sul lungo periodo ripaga. Non solo il vostro corpo non subirà sollecitazioni eccessive, ma anche psicologicamente le soluzioni individuate appariranno molto più sostenibili a lungo termine.

3)Un’altra l’evitamento di luoghi, situazioni, persone connesse alle tentazioni culinarie. Come può questa soluzione essere mantenuta nel tempo? Isolarsi o rinunciare alle occasioni sociali della propria vita non è efficace (e sano). Diverso è condividere l’intenzione di trasformare il proprio rapporto con il cibo con le persone che frequentate, individuando insieme soluzioni che permettano di vivere piacevoli momenti di socializzazione senza dover rinunciare ai vostri obiettivi.

4)Ulteriore “trappola” è data dall’effetto ribellione di fronte alla delusione delle vostre aspettative. Imporsi obiettivi rigidi che rischiano di non essere perseguibili può innescare un vero effetto boomerang attraverso cui ricadere nelle proprie abitudini alimentari in quando “sconfitti in partenza”.

5)La quinta soluzione fallace è quella di delegare ad espedienti terzi, come i prodotti farmaceutici, il raggiungimento della forma fisica idealizzata ed il proprio benessere, rinunciando ad impegno e responsabilità.

CONSIGLI UTILI…MA PREFERISCO DIRTELI VERI !!

1)Scegli e seleziona i cibi di cui non vuoi privarti, liberandoti dall’obbligo di resistergli totalmente.

2)Pianifica i momenti in cui mangiarli, nella giornata o nella settimana.

3)Stabilisci le quantità prima di mangiarli.

4)Comprendi che cosa ti attrae di un cibo, soprattutto di quelli di cui vorresti ridurre l’utilizzo. Essere consapevole di queste caratteristiche ti permetterà di riconoscere che cosa ricerchi nell’esperienza alimentare.

5)Cura il contesto dei pasti. Che tu sia a casa, al ristorante o in ufficio individua una cornice ambientale il più ordinata possibile per i tuoi pasti, diversa dalla postazione lavorativa.

6)Concediti il tempo necessario. Nella tua routine non è possibile inserire più di 5 o 10 minuti per pranzare? Va bene, non è utile pianificare qualcosa che non si tradurrà in un impegno realizzabile. Concediti 5 o 10 minuti in cui spegnere il telefono, allontanare per quanto possibile i pensieri e focalizzarti sul cibo per tutto il momento del pasto.

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