Poco prima che mi addentrassi nella carriera agonistica mi ricordo dei miei primi passi nello sport, e per me quelle corse sui pattini attorno ad un cerchio erano un grande divertimento, specialmente perché vedevo gente molto più grande di me che sfrecciava come dei fulmini su quella pista. Forse quello é stato il mio primo stimolo agonistico.

L’agonismo giovanile nasce da molteplici richieste, forse sogni infranti dei genitori, o forse creare sogni di gloria a chi non sa neanche cosa sia questa parola. Vivere nello sport, nella fatica e nella gratitudine agonistica significa arricchirsi di sensazioni che sono alla base della crescita personale di un grande uomo o donna che sia.

A volte l’agonismo ti fa fare cose stupide, come quello di doparsi, a volte ti scatena una spinta talmente tanto forte ad andare avanti che nessuno può definirla “logica di una persona intelligente”, eppure col passare dei tempi e delle generazioni l’agonismo é stato tramandato fino ad arrivare alle piccole atlete/i che sono i nostri figli piccoli.

Sempre più spesso, e non servono le riviste o i giornali per dichiarare la verità, l’agonismo maggiore lo vediamo nel genitore sugli spalti, dietro la ringhiera o la rete di protezione, sulle tribune o dietro le vetrate, perché…..perché il proprio piccolo dimostri qualcosa di assolutamente prematuro. Infatti nella logica delle cose il cervello del bambino non può essere precocemente “educato” ad elaborare strategie per sconfiggere l’avversario (un bambino della stessa età), non può essere allenato alla concentrazione assoluta dello schema motorio (dove gli attrezzi sono almeno il triplo più grandi del soggetto), non può superare prove di forza (perché la forza esce dopo una certa età). Eppure l’agonismo é sempre presente, come un’ombra che ti accompagna anche quando sei nel bel mezzo di una giornata di sole in pieno deserto.

“L’imperfezione é bellezza, la pazzia é genialità, ed é meglio essere assolutamente ridicoli che assolutamente noiosi”. (Marilyn Monroe)

Riflettete su questa celebre frase di una che di sport non ne ha mai fatto in vita sua, ma ha capito tutto osservando la gente con il proprio modo di comportarsi. Se volete creare delle false aspettative, falsi miti o creare dei “mostri” fate pure….però ricordatevi che quando la coscienza di vostro figlio/a comincerà a far leva su tutto quello a cui ha creduto negli anni precedenti, non ci saranno scuse o giustificazioni. Io, da atleta master agonista, ex atleta agonista, ex allenatore, e arbitro sportivo, e chissà in futuro genitore, ho un credo unico : viva la fantasia legata al gioco, che di conflitti e di super eroi ne é già pieno il mondo.

Se comunque volete fare dei buoni genitori, potete tifare con questo prodotto:

Tags:

No responses yet

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *