Fibromialgia : come togliersi dei farmaci

“Sono Gabriella, una signora qualsiasi, di 54 anni, sofferente come chiunque abbia la fibromialgia, e una serie di altri problemi che col tempo sono diventati grossi problemi. Sono stata operata spesso per forme tumorali, di cui 2 alla colonna vertebrale. Nel 2004 ho provato la terapia del dolore, quella di natura farmacologica, prendendo massive quantità di Neurotin 400 (3cp/mattino + 3cp/sera)….e ho solo peggiorato la situazione”. Leggi tutto

Differenze tra persone che recuperano e persone che diventano invalide

Differenze tra persone che recuperano e persone che diventano invalide

E’ un titolo molto forte ma fa sempre comodo capire quale sia questa differenza sostanziale. Diciamo che il principio base é la volontà di voler migliorare il proprio status disfunzionale, questo significa che il potere della nostra mente é superiore a tutte le tipologie di cure. Leggi tutto

Impingement della spalla….cosa si può fare?

Impingement della spalla….cosa si può fare?

Impingement = urto-colpo, quindi clinicamente tutto quello che ne consegue come dolore alla spalla può essere considerato sotto questo profilo. Il dolore alla spalla é caratteristico per angoli di movimento specifici, ovvero tra i 70° e i 120° (arco doloroso). Il paziente accusa un impedimento tra l’acromion e la testa omerale (molto spesso), con conseguente impossibilità ad elevare il braccio lateralmente. La cuffia dei rotatori é maggiormente coinvolta, e alcuni sport come pallavolo, nuoto e danza possono esserne la causa primaria. Leggi tutto

La disfunzione osteopatica

LA DISFUNZIONE OSTEPATICA… QUANTO È GRAVE?!

“Ho un dolore alla schiena”

“Ho il collo bloccato”

“Cammino storto”

“Mi fa male un muscolo”

Queste sono alcune delle frasi con le quali i miei pazienti si presentano al nostro primo colloquio, solitamente freschi di autodiagnosi sul motore di ricerca e pieni di allarmismo dovuto all’aver trovato informazioni e terminologie a loro sconosciute.

Nella maggior parte di questi casi, il disturbo potrebbe essere correlato ad una disfunzione osteopatica. 

Prima di cadere nella facile ipocondria, esaminiamo insieme di cosa si tratta:

In medicina, il termine disfuzione viene utilizzato per indicare qualsiasi alterazione funzionale di un organo, sia in senso qualitativo che quantitativo.

In osteopatia, invece, il concetto non è limitato agli organi bensì a tutte le strutture che, a causa di traumi e adattamenti, riducono la loro possibilità di movimento. 

Così come una caviglia in seguito ad un trauma vedrà la sua mobilità alterata, in una situazione analoga anche gli organi interni subiscono delle ripercussioni sul loro corretto funzionamento, in quanto loro stessi sono strutture dotate di una propria mobilità.  

Potenzialmente ogni muscolo, organo, articolazione e perfino tessuto del nostro corpo potrebbe andare incontro ad una disfunzione osteopatica. L’organismo, per riuscire a svolgere le sue funzioni in modo ottimale, si adatterà amplificando le funzionalità di alcune strutture e modificandone altre.

Tuttavia può capitare che, in seguito ad eventi traumatici, al mantenimento prolungato di posture scorrette o a eccessivi carichi di lavoro, il nostro corpo non sia più in grado di adattarsi alla nuova situazione. 

A questo punto, vi è la comparsa di un sintomo (come di un particolare “dolore”) in una zona più o meno definita del corpo. 

Lo scopo dell’osteopata, quindi, sarà quello di analizzare il sintomo e cercare di riequilibrare le disfunzioni osteopatiche ove presenti, ricostruendo la catena disfunzionale che ha prodotto la comparsa del sintomo in questione. 

Il trattamento osteopatico ha come obiettivo quello di aiutare il corpo a ritrovare il proprio equilibrio, adattandosi autonomamente e in modo più funzionale alle richieste interne ed esterne. 

Sindrome Intestino irritabile (IBS)

Circa il 10-15% della popolazione adulta di tutto il mondo è affetta da sindrome dell’intestino irritabile o IBS (dall’inglese Irritable Bowel Syndrome), in Italia chiamata da sempre, ma impropriamente “colite”. La sindrome dell’intestino irritabile non è associata ad un aumentato rischio di malattie gravi o mortali, ma è associata ad un aumentato carico assistenziale- sanitario con risvolti economici non trascurabili.

I dati rilevati hanno evidenziato che i pazienti con IBS ricorrono in maniera più frequente a visite mediche, a indagini diagnostiche e talvolta anche ad interventi chirurgici inutili. L’IBS determina spesso uno scadimento della qualità della vita così importante da essere la causa di un numero di giorni di assenza dal lavoro secondo solo a quello dell’influenza.
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